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Libri editi da M B Publishing con argomento Mussolini Benito
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- 9788873818823 Mussolini intimo da Marx a Nietzsche
- 9788865741504 Benito Mussolini. Il duce e la sua storia. Audiolibro. CD Audio formato MP3
Mussolini Valera Paolo Marossi W. (Cur.) - M & B Publishing, 2000
Questa biografia è innanzitutto un documento letterario, ma è anche la storia di un tradimento: il tradimento di Mussolini. Amico in epoca socialista del futuro duce, Paolo Valera, giornalista, politico, fondatore di testate come La Lotta, rimarrà sempre fedele ai principi del socialismo massimalista e rivoluzionario, e dovrà quindi staccarsi dal suo compagno di sempre. Che però non rinuncerà a ritrarre "così come l'aveva conosciuto" in una biografia, qui riproposta, pubblicata la prima volta all'indomani dell'assassinio di Matteotti e immediatamente sequestrata, ma che comunque valse all'autore l'espulsione dal Partito socialista.
Mussolini e il sionismo (1919-1938) Biagini Furio - M & B Publishing, 1998
Il volume analizza i rapporti intercorsi tra il sionismo e il fascismo ed in particolare l'atteggiamento che Mussolini assunse verso il movimento sionista, atteggiamento che non può essere separato dalle sue posizioni nei confronti dell'antisemitismo in generale. Come ogni regime totalitario il fascismo tendeva a concentrare nelle sue mani il massimo potere e ad imporre la sua influenza su ogni aspetto della vita politica, sociale ed economica. Nel suo tentativo di controllare la vita della nazione, il fascismo non poteva non scontrarsi con il problema ebraico e non poteva esimersi dal prendere posizione nei suoi confronti. Due considerazioni opposte determinarono di volta in volta la politica di Mussolini: da una parte il sostegno degli ebrei agli interessi italiani in Medio Oriente e dall'altra i vantaggi di un avvicinamento agli arabi, al Vaticano e infine alla Germania nazista.
Antieuropa. Il fascismo universale di Mussolini Cuzzi Marco - M & B Publishing, 2007
Renzo De Felice ha definito l'universalismo mussoliniano come uno dei più originali impianti ideali del fascismo nella sua fase di massimo fulgore. Dopo una lunga meditazione, Mussolini favorì infatti l'abbattimento delle rigide frontiere nazionali entro le quali aveva confinato la sua idea: forte del corporativismo, il fascismo poteva, anzi doveva diventare fenomeno transnazionale, con Roma - la Roma mussoliniana - come fulcro indiscutibile. Il fascismo sarebbe stato la panacea di tutti i mali del Vecchio continente, anzi l'avrebbe unificato e contrapposto tanto all'Europa comunista quanto a quella "democratico-massonica" che si vedeva ormai irrimediabilmente proiettata verso l'orbita statunitense. In qualche modo l'originalità dell'universalismo e della sua applicazione pratica, l'internazionalismo fascista, stava nella percezione di un'Europa corporativa, gerarchizzata, totalitaria, antidemocratica e profondamente razzista. Un'Antieuropa che, al di là delle opinioni che se ne possono avere, rappresenta un'altra variante dei tanti progetti di unificazione continentale che proprio in quegli anni, e non a caso, scaturirono dalle riflessioni di una classe politica internazionale alla ricerca di soluzioni agli orrori del passato e all'incertezza del futuro.