Morcelliana Libri

Libri editi da Morcelliana con argomento Spina Alessandro

LIBRO   9788837224004

Diario di lavoro. Alle origini de «I confini dell'ombra» Spina Alessandro   -  Morcelliana, 2010  - 

Nel 1955 compariva su "Nuovi Argomenti" la prima pubblicazione di Alessandro Spina, un racconto militare ambientato in Cirenaica in età coloniale. Nel '60 ne comparve un secondo, Giugno '40, su "Paragone". Nel '60 la Mondadori pubblicava la prima raccolta di racconti: Storie di Ufficiali. Cui seguirono i romanzi: Il giovane Maronita (Rusconi, '71), Le nozze di Omar (ivi, '73), Il visitatore notturno (Scheiwiller, '79), che completava il ciclo della conquista coloniale. Vennero quindi: La commedia mentale (ivi, '92), Nuove storie di ufficiali (Ares, '94), L'oblio (Ares, 2004), ancora sull'età coloniale. Seguirono: Ingresso a Babele (Rusconi '76), Le notti del Cairo ( ivi, '86), La riva della vita minore (Mondadori, '97) sull'età postcoloniale. Insieme all'inedito Nuove storie coloniali, gli undici tomi del ciclo furono quindi pubblicati in un unico volume dalla Morcelliana: I confini dell'ombra che ebbe il Premio. Il Diario di lavoro raccoglie note scritte nel corso dei cinquant'anni di redazione dell'opera, dettate dalle ragioni più diverse e che qui si presentano senza alcuno sforzo di omogeneità o di ordine. Serviranno per rispondere alle domande che la lettura del lungo ciclo africano potrebbe aver suscitato. Si potrà così ripercorrere lo stesso itinerario della narrazione per la via ombrosa dell'io dell'autore, un'ombra anch'essa, funzione essenziale del doppio.

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LIBRO   9788837221850

Carteggio Campo Cristina  Spina Alessandro   -  Morcelliana, 2007  -  Il Pellicano Rosso. Nuova Serie

Nel febbraio 1961, dopo la lettura di Giugno 1940, uno dei primi racconti di Alessandro Spina, Cristina Campo scriveva allo sconosciuto autore: "Mi è sembrata una cosa di qualità molto rara, come da tempo non mi accadeva di leggere. Molte cose mi hanno colpita di questo racconto [...] soprattutto mi ha turbata quel fondo di grazia, di libertà e di orrore". È l'inizio di una corrispondenza che, tramutatasi in amicizia, s'è protratta fino alla scomparsa di Cristina, ed è l'unica ad essersi conservata completa con le due voci. Lettere nelle quali si intrecciano giudizi sulla narrativa contemporanea, la scoperta della cultura araba, progetti comuni -- la traduzione de La Città di Rame, dalle Mille e una notte -, ma soprattutto ad emergere è la funzione maieutica della Campo: ascolto e cura, intransigente, che accompagna la scrittura dell'amico. Quasi che nei saggi dell'una e nei racconti dell'altro risuonasse ancora il senso della parola "sprezzatura" quell'indifferenza per sé che è innanzitutto ospitalità intellettuale.

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