Moretti Vitali Libri
Libri editi da Moretti Vitali con argomento Hillman James
Anima. James Hillman. Verso il sapere dell'anima Donfrancesco F. (Cur.) - Moretti & Vitali, 2012 - Il Tridente. Saggi
"Sono i poeti e i pittori, e i nostri personaggi interiori che sono poeti e pittori, quelli che si cimentano con il perdurante problema alchemico: la transustanziazione della prospettiva materiale in anima mediante Yars. L'artifex è ora l'artigiano. Il laboratorio alchemico è nel loro operare con le parole e con i colori, ed è imparando da loro che la psicologia, secondo la sua tradizione, continua a imparare dall'alchimia. Essi ci dicono ancora di più sulla terra alba: che se è il metodo artistico il primo a percepire il terreno immaginale, allora la vera natura di questa terra deve essere estetica - il cammino è la meta. Giungiamo alla terra alba quando il nostro modo di fare psicologia è estetico. Una psicologia estetica, una psicologia la cui musa è Anima, sta già muovendosi, sicuramente anche se ancora esitante, in quel bianco luogo". Questa pagina magistrale di James Hillman potrebbe essere posta in esergo alla raccolta dei venticinque volumi di Anima, che ne fu ispirata fin dall'inizio, procedendo poi con il conforto non soltanto dei poeti e pittori interiori, ma di quelli mai mancati fra i collaboratori e gli amici, esemplari per noi analisti alla ricerca di un linguaggio intonato a quello dell'anima, che nascesse dall'unione profonda e tormentata di Eros e Psiche, e tentasse di evocare quell'amore e quel timore della bellezza che ne nascono, e le cui radici s'intrecciano nelle profondità della storia personale e culturale, alimentando molte sofferenze che ci vengono affidate in analisi.
Al di là delle colonne d'Ercole. Hillman erede infedele di Jung Sacco Daniela - Moretti & Vitali, 2013 - Il Tridente. Saggi
Il pensiero di James Hillman è considerato alla luce del confronto con Carl Gustav Jung e in relazione alla tradizione classica di ascendenza neoplatonico-rinascimentale che, ricondotta al tempo presente, alimenta l'originalità della sua collocazione nella filosofia e nella psicologia del profondo. Hillman è portavoce della trasformazione epocale dei confini tra la coscienza e l'inconscio e della modalità dell'uomo di stare al mondo. A una distanza storica da Jung, raccoglie la teoria degli archetipi dell'inconscio collettivo liberandola dagli ultimi baluardi di un ormai logoro monoteismo della coscienza: accoglie l'eredità "pagana" di Jung e ne mette a frutto ermeneutico il lascito, spingendosi oltre il fronte dell'"eresia" nei confronti del cristianesimo, per una rivendicazione della tradizione classica e del discorso mitico come logos della psyche. La differenziazione tra i due si focalizza nell'analisi dell'idea archetipale di Anima introdotta da Hillman che, di contro all'archetipo del Sé di Jung, riflette, nel vissuto dell'uomo contemporaneo, il passaggio da un cristianesimo comprensivo di ciò che storicamente ha rimosso, a un paganesimo che lo contiene, trasfigurato, al suo interno. Un passaggio leggibile nel rovesciarsi dei rapporti tra particolare/ universale, unità/molteplicità determinato dallo sgretolarsi del pensiero metafisico improntato all'idea di identità e unità trascendentale dominante nella cultura occidentale.