Ombre Corte Libri
Libri editi da Ombre Corte con argomento Sartre Jean Paul
«Uccidete Sartre!». Anticolonialismo e antirazzismo di un «revenant» Gjergji Iside - Ombre Corte, 2018 - Cartografie
Jean-Paul Sartre, uno dei più grandi pensatori del XX secolo, ha più volte rischiato la vita per aver lottato in difesa dei colonizzati. Per í sostenitori del colonialismo, le sue parole e il suo attivismo politico erano pericolosi, ostacoli da eliminare. Per i rivoluzionari e i movimenti anticoloniali, invece, erano fonte di ispirazione. Frantz Fanon volle soltanto lui per la prefazione a "I dannati della terra". Questo libro propone una puntuale analisi dei concetti di razzismo e colonialismo in Sartre. La tesi radicale a cui giunge la riflessione del filosofo è che il colonialismo sia un sistema, ovvero un meccanismo complesso posto alla base della produzione e riproduzione del capitalismo: il razzismo non rappresenta una sua semplice dottrina, ma una dimensione operativa, una violenza che giustifica se stessa. In un momento storico in cui da diverse tribune si reclama a gran voce il ritorno al colonialismo, si moltiplicano e prolungano le missioni militari all'estero, si fortificano i confini nazionali in Europa e altrove, si intensifica il razzismo istituzionale e si costruiscono ovunque asimmetrie tra individui, classi e popolazioni, il pensiero di Sartre torna a essere centrale e imprescindibile anche per chi lo aveva frettolosamente archiviato. Il libro raccoglie inoltre quattro scritti di Sartre, tra cui "Il colonialismo è un sistema", universalmente considerato un contributo importante per l'analisi del fenomeno coloniale.
Inventare il nuovo. Storia e politica in Jean-Paul Sartre Basso Luca - Ombre Corte, 2016 - Culture
L'affermazione di Gilles Deleuze, secondo cui "Sartre sapeva inventare il nuovo", delinea un profilo vitale del filosofo francese, in profondo disaccordo con l'immagine passatista che spesso ne è stata fornita. Il libro è incentrato soprattutto sugli scritti sartriani del dopoguerra (con particolare riferimento alla Critica della ragione dialettica), contraddistinti da un confronto intenso con il marxismo. Il filo rosso è costituito dal rapporto fra la singolarità sia del soggetto sia della congiuntura politica rispetto a uno schema onnicomprensivo, e l'universalità della Storia, sulla base di un tentativo di comprendere il senso di quest'ultima a partire dal richiamo alla praxis: si tratta però di una relazione aperta, in cui non si perviene mai a una sintesi compiuta. In tale quadro svolge una funzione cruciale l"'invenzione del nuovo" da parte del "gruppo in fusione", nella materialità della dinamica rivoluzionaria, con la sua forza dirompente ma anche con le sue zone d'ombra. L'approccio critico, dopo il 1956, nei confronti dell'Unione Sovietica, unitamente all'interesse per la situazione cubana, e al sempre maggior rilievo delle lotte anticoloniali e di una serie di nuove esperienze che troveranno nel 1968 una loro condensazione, spingono Sartre a una continua riarticolazione della riflessione politica.