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Libri editi da Patron con argomento Leiris Michel
Michel Leiris sui palcoscenici della possessione. Etiopia e Haiti. Scritti 1930 - 1983 Budriesi Laura - Pàtron, 2017
L'opera è una raccolta esaustiva dei lavori di Michel Leiris sui culti zar in Etiopia (dagli anni Trenta agli anni Settanta) e sul vodu haitiano (degli anni Cinquanta), tradotti e commentati dall'autrice. Da questi lavori (poco conosciuti, soprattutto in Italia) e dai saggi più ampi e noti, l'Africa fantasma, del 1934, e La possessione e i suoi aspetti teatrali presso gli Etiopi di Gondar, del 1958, prende le mosse questa opera, che, seguendo un percorso cronologico, intende inserire la pionieristica lettura teatrale della possessione da parte di Michel Leiris (che ebbe quale privilegiato interlocutore Alfred Métraux), nel dipanarsi della sua complessiva ricerca di senso. Il teatro della possessione, costituì, infatti, un terreno fertilissimo su cui crebbe, intrecciandosi, la produzione dell'etnologo e quella del letterato/autobiografo e del poeta. La forza della scrittura di Leiris è nella sua mancanza di autorevolezza, nel suo distacco, nella sua voluta frammentaria soggettività, nello spaesamento, in qualche modo ricercato.
Michel Leiris. Il teatro della possessione Budriesi Laura - Pàtron, 2017
Il volume, analizza l'incontro tra il letterato/autobiografo, poeta ed etnologo (Parigi 1901-1990) e i culti di possessione, attraverso la lente della performatività. Dopo averne presentato gli scritti etnologici, l'autrice si addentra qui nel suo percorso a più dimensioni, dall'infanzia tormentata fino al congedo con la scrittura. Esamina i motivi e gli esiti del viaggio in Africa - "una caccia senza prede al di fuori di ombre". Memoria mai appannata quella dell'esperienza vissuta accanto alla confraternita di Gondar. Vera trance da possessione o semplicemente teatro della possessione quello dei posseduti di Gondar? Il quesito "leirisiano" va riformulato alla luce di un'estetica del performativo che rifletta sulle ragioni dell'efficacia, sul potere trasformativo che necessariamente consegue l'assunzione di ruoli altri, di un "agire" che è un eseguire, un ri-fare (un re-enactment). La modernità di Leiris etnografo risiede nella non celata soggettività autoriale e nell'aver posto in primo piano la dimensione "rappresentazionale" dei culti come modalità di "conoscenza incarnata".