Piemme Libri
Libri editi da Piemme con argomento Padellaro Antonio
Solo la verità lo giuro. Giornalisti Artisti Pagliacci Padellaro Antonio - Piemme, 2024 - Saggi Pm
«Sì, mi sono divertito ma la festa è finita da tempo. Il pianeta cartaceo si sta rapidamente sgonfiando sotto i colpi implacabili della rete e del disinteresse. Ancora qualche anno e le vecchie redazioni non esisteranno più come sistema pensante. E l'idea del giornale come idea del mondo rimarrà in una forma estremamente elitaria e con numeri sempre più piccoli. Mi sento come il sopravvissuto di un pianeta che progressivamente scompare». Antonio Padellaro è una delle grandi firme del giornalismo italiano. Pur riconoscendo che "sangue e merda", in una celeberrima definizione di Rino Formica, potere, politica e interessi degli editori abbiano da sempre condizionato la professione, l'autore ci racconta i meccanismi che governano la notizia e i retroscena che spesso l'accompagnano. Più di cinquant'anni di giornalismo, di scoop e ricordi autobiografici, di ritratti di personaggi potenti o eccentrici che si sono succeduti, di "maestri" e amici di sempre. "Solo la verità lo giuro" è un libro sincero, che non fa sconti a nessuno, tanto meno a chi scrive, un diario intimo fatto di confessioni, riflessioni e rivelazioni, spesso dirompenti e amarissime. Senza mai perdere il gusto dell'ironia (e dell'autoironia) a cui Padellaro si è sempre affidato.
Quando eravamo felici Padellaro Antonio - Piemme, 2026 - Saggi Pm
«Devi pubblicarlo assolutamente», gli dice sua moglie, stringendogli la mano. E lui, Antonio, quel libro lo scrive davvero. Un flusso ininterrotto di ricordi. Qualche volta incoerenti, spesso vaganti, che procedono a tentoni, come chi è bendato in una stanza oscura ma dagli spazi che gli sono familiari. Quando eravamo felici è il resoconto di questo dialogo intimo e struggente. Lei, una malattia che non dà scampo, lo ascolta, lo corregge, lo sprona. È la sua lettrice necessaria, l'unica capace di scorgere dietro la rievocazione umana ed esistenziale e il piglio del giornalista lo smarrimento di un uomo davanti a qualcosa di troppo grande. In questa immersione narrativa lucida e accorata c'è la Versilia degli anni Sessanta, la casa di villeggiatura, rifugio estivo di parenti, di zii e cuginette e del giovane autore. Di suo padre e di una madre scomparsa troppo presto, all'origine di un turbamento quasi congenito. C'è l'Italia del miracolo, dei democristiani e dei socialisti, delle riforme formidabili; della crisi dei missili a Cuba e della morte violenta di Enrico Mattei, di un'epoca in cui la felicità sembrava un diritto acquisito e la politica conservava ancora il sapore di un destino collettivo. Antonio Padellaro non scrive solo l'autobiografia "disordinata" di una famiglia o di un Paese, mettendo a nudo lo scarto tra la "bruttezza dei nostri tempi" e quella stagione carica di passioni e sogni ma riesce a fare molto di più: mette in scena l'ultimo atto di una storia d'amore durata sessant'anni.