Polistampa Libri
Libri editi da Polistampa con argomento Ferro
Gianfranco Ferroni. «... fra quattro mura stupefatte di spazio» Bimbi A. (Cur.) Natali A. (Cur.) - Polistampa, 2021 - Le Colonne
Il catalogo della mostra allestita dall'11 settembre al 19 dicembre 2021 nel Palazzo Comunale di Pontassieve (Firenze) riproduce una ventina di dipinti del maestro livornese realizzati a partire dagli anni Sessanta. "L'intera lirica antologia esposta nel municipio", scrive Antonio Natali, "rivela la commovente introspezione d'un artista che, disilluso dalla constatazione della vacuità e perfino della falsità dei miti ideologici, si risolve a guardarsi dentro e a cercare la libertà nell'intimo d'una dimora che s'è costruita su una misura d'affetti semplici, senza clamori, ma neppure melanconie".
Rotaie in val di Bisenzio. «La provvisoria». Idee, progetti, realizzazioni Puccianti Davide - Polistampa, 2007
Il libro ricostruisce la vicenda della linea ferroviaria Prato-Bologna, dalla sua ideazione e progettazione nell'Ottocento fino all'attuale ridestinazione ciclopedonale. Già dal 1848, con l'inaugurazione della stazione del Serraglio, Prato diventa una delle prime città italiane a essere raggiunta dal treno. Nel 1934 viene poi inaugurata la Direttissima Prato-Bologna, accompagnata parallelamente in tutto il suo percorso da quella che la popolazione della Val di Bisenzio comunemente chiamava "la provvisoria". Questa era la linea di servizio - a scartamento ridotto e a trazione a vapore - costruita come linea di cantiere durante i lavori della Direttissima. Per vari decenni, quel singolare tracciato ha rappresentato un luogo ameno per le passeggiate, una stradina che in alcuni punti si avvicinava così tanto alla ferrovia da confondersi quasi con essa. Nel 2004 viene inaugurata la pista ciclopedonale Prato-Vaiano che va a sovrapporsi alla "provvisoria", conservando le caratteristiche di un percorso ferroviario con i suoi numerosi ponti e ponticelli, muri a retta e cavalcavia. Il volume ripercorre quel tracciato, riscoprendo lungo di esso le vestigia più significative di quella ferrovia a scartamento ridotto, e aiuta a comprendere meglio quanto sia stato grande lo sforzo progettuale, tecnico e organizzativo profuso nella costruzione della Direttissima, l'opera che gli abitanti di Prato e della Val di Bisenzio tanto attesero tra speranze, delusioni e lunghe vicissitudini.