Priuli Verlucca Libri

Libri editi da Priuli Verlucca con argomento Emigrazione

Alê è tournê. Emigrazione e ritorno. Tra fine Ottocento e metà Novecento nella comunità di Giaglione in Valle Susa. Ediz. illustrata libro
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LIBRO   9788880686071

Alê è tournê. Emigrazione e ritorno. Tra fine Ottocento e metà Novecento nella comunità di Giaglione in Valle Susa. Ediz. illustrata  -  Priuli & Verlucca, 2012  -  Quaderni Di Cultura Alpina

Scampare alla povertà, a una guerra o a un disastro ambientale, cambiare mestiere, fuggire da un matrimonio combinato, scoprire un mondo sconosciuto, ricongiungere la famiglia, misurarsi con chi ha avuto fortuna... sono alcuni dei motivi che hanno spinto (e spingono) milioni di persone a spostarsi da un luogo a un altro cercando nuove opportunità di vita. Anche Giaglione, comune di dieci borgate tra i 600 e gli 800 metri di altitudine in Valle di Susa, è stato ed è sia un luogo da cui partire, sia una mèta di approdo. Le storie raccolte in questo Quaderno, raccontate attraverso lettere, fotografie e testimonianze, fanno riferimento all'ampio e variegato fenomeno dell'emigrazione alpina che ha nella "cultura della mobilità" una delle sue caratteristiche specifiche.

€ 19.50 € 18.53
LIBRO   9788880682059

La Merica che non c'era. L'utopia della terra promessa nelle storie degli emigranti piemontesi in Argentina Bosca Donato   -  Priuli & Verlucca, 2002  -  Quaderni Di Civiltà E Cultura Piemontese

La Merica che non c'era. L'utopia della terra promessa nelle storie degli emigranti piemontesi in Argentina - Priuli & Verlucca

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LIBRO   9788880686156

Partivamo per la Merica. Storie di emigrazione piemontese Bosca Donato   -  Priuli & Verlucca, 2012  -  Schema Libero

A fine Ottocento e inizio Novecento andare in Merica voleva dire emigrare all'estero, in Costa Azzurra o in terre lontane come l'Australia, ovunque ci fosse lavoro e possibilità di fare fortuna. Poi, col tempo, la parola Merica è servita soprattutto per indicare l'Argentina. Al primo censimento del 1869 gli abitanti dell'Argentina erano già un milione e ottocentomila, ma questa cifra era destinata a quintuplicarsi nei cinquant'anni di maggior flusso. Nel 1914 infatti contava 8 milioni di residenti. L'espansione economica e il richiamo ai parenti lontani di chi aveva trovato lavoro, fecero arrivare in Argentina 6 milioni di immigrati; i Piemontesi erano la maggioranza e riuscivano a imporre il loro dialetto persino ai pochi autoctoni argentini. Donato Bosca è stato uno dei primi scrittori piemontesi a dare voce a questi emigranti senza volto, quasi tutti contadini. Questo libro spalanca le porte a un fiume gonfio di memoria, un'epopea della povertà, complessa e ramificata, che ha registrato poche vittorie e ripetute sconfitte. La Merica di cui scrive Donato Bosca ha tradito troppo spesso la speranza. Un'esperienza di andate e di ritorni, di anelli mancanti alla catena del ricordo, una catena di storie vere che raccontano l'esilio e le radici, tutto il sangue di un "seugn" o di un "sueño" di riscatto.

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