Quodlibet Libri
Libri editi da Quodlibet con argomento Italia Arte
Corpo a corpo. Estetica e politica nell'arte italiana degli anni Sessanta Sylos Calò Carlotta - Quodlibet, 2018 - Quodlibet Studio. Teoria Arti Cult. Vis.
"Corpo a corpo. Estetica e politica nell'arte italiana degli anni Sessanta" affronta le vicende dell'arte in Italia dal 1959 al 1969 - dallo "scandalo" dei Sacchi di Alberto Burri allo scioglimento del gruppo dell'Arte povera - ricostruendo le diverse ipotesi, spesso in competizione, attraverso le quali è stata interpretata la modernità in un decennio cruciale nella vicenda del Paese e il fitto scambio che vi ebbe luogo tra creazione artistica, riflessione teorica, militanza critica e sfera politica in senso ampio. La produzione artistica e critica del decennio viene infatti riletta alla luce della storia culturale del periodo, analizzando alcuni dei nodi - opere, inchieste, dibattiti, mostre - in cui appaiono temi estetici e politici quali la società di massa, il sistema, il mercato, la militanza, restituendo quella pluralità di sguardi che costituisce ancor oggi la ricchezza maggiore, e forse mai più raggiunta, degli anni Sessanta, il decennio decisivo per il superamento della concezione tradizionale dell'opera in cui per molti l'immaginazione è stata effettivamente al potere.
Milioni a colori. Rotocalchi e arti visive in Italia (1960-1964) Milan Mariella - Quodlibet, 2015 - Biblioteca Passaré
Negli anni del boom economico molti rotocalchi raggiungono una presenza capillare nelle case degli italiani, tanto da costituire, oggi, uno strumento fondamentale per lo studio di gusti e conoscenze del grande pubblico dei primi anni Sessanta. Il volume racconta l'arte moderna come affiora da quelle pagine, che lasciano spazio soprattutto alla cronaca attraverso argomenti, temi e formati specifici, e soprattutto con un linguaggio molto diverso da quello delle riviste di settore. Si va dal generoso impulso didattico in favore di lettori ancora poco avvezzi al contemporaneo, alle velenose nostalgie per la "bella pittura" a uso e consumo del pubblico più reazionario, ai consigli su come affrontare indenni il mercato in un'epoca in cui l'arte moderna sembra poter diventare l'ennesimo oggetto di consumo di massa, fino alla curiosità per il mondo di mercanti, critici, giovani artisti e maestri affermati. Ne esce un quadro variegato di linguaggi, strumenti, forme e modi utilizzati per parlare d'arte a un pubblico popolare, rispondendo all'esigenza e all'opportunità, entrambe straordinarie e forse irripetibili, di affrontare i temi dell'arte fuori dai ristretti circoli specialistici.
Egemonia e consenso. Ideologie visive nell'arte italiana del Novecento Del Puppo Alessandro - Quodlibet, 2019 - Quodlibet Studio. Storia Dell'arte
Dieci casi in cui l'arte italiana del Novecento è incappata in tagliole ideologiche. Un Tintoretto «fascista» nel 1937, un Courbet «comunista» nel 1954, una farsesca occupazione all'Accademia di Venezia nel 1968. Nel mezzo: alcuni autori eccentrici, messisi pericolosamente di traverso rispetto al mainstream (di volta in volta: Luigi Spazzapan, Corrado Cagli, Leoncillo). Le pagine insurrezionali e ancora oggi memorabili con cui Antonio Banfi distinse moralismo e moralità, insegnando qualcosa di molto importante anche agli artisti. E poi: Ignazio Silone che copia parola per parola Avanguardia e kitsch di Clement Greenberg per tracciare però un'idea tutta sua di arte cristiana e pauperista. L'entente cordiale tra Guttuso e Burri al di fuori degli schieramenti politici e ben dentro la grammatica e la sintassi della buona pittura. La rilettura dell'arte bizantina da parte di Osvaldo Licini e di Lucio Fontana come viatico per un'idea di arte italiana e moderna. Storie che scavalcano i decenni e le cronologie usuali, le cesure di comodo e le svolte generazionali; storie che tracciano una parabola dell'arte italiana e forse dicono anche qualcosa sull'essere stati italiani nel Novecento.