Res Gestae Libri
Libri editi da Res Gestae con argomento Persecuzioni Razziali
Sterminateli! Adolf Hitler contro i nomadi d'Europa Bernadac Christian - Res Gestae, 2013 -
I rom e i sinti subirono durante il regime nazista feroci e insensate persecuzioni. Questa altra "Shoah" dei nomadi di Europa non è mai stata conosciuta col suo proprio nome, Samudaripen ("genocidio"), ed è caduta nell'oblio. Ma perché sono stati sterminati? E come mai il loro olocausto è ancora oggi avvolto in un misterioso silenzio? A queste domande risponde l'attento studio di Christian Bernadac, particolarmente illuminante anche per comprendere le origini del popolo senza patria e il perché della loro discriminazione. Questo lavoro indaga le possibili motivazioni che hanno spinto il Terzo Reich verso la soluzione finale della questione zingara, aprendo il sipario su quel teatro degli orrori che è stato il mondo nazista delle persecuzioni, degli stermini e degli esperimenti medici.
I diari del ghetto di Varsavia. Le storie dei coraggiosi che non si piegarono Szac-Wajnkranc Noemi Weliczker Leon - Res Gestae, 2013 -
I diari di Nöemi Szac-Wajnkranc e di Leon Weliczker rappresentano documenti preziosissimi, di eccezionale valore umano e storico. Un ricco racconto della vita del Ghetto in quegli anni e della sua tragica eroica resistenza. Tra le esecuzioni, le epidemie, la fame e le brutalità efferate, nella perenne incertezza - in ogni minuto - della vita e della morte, il Ghetto di Varsavia, prima di insorgere, vive, lavora. La sua gente ama, trepida, pecca, s'arrabatta, traffica, prega; cura il decoro e quelle piccole vanità nel vestiario e nello stile di vita cui è così umanamente legata la stima che si ha di se stessi. Noemi Szac-Wajnkranc (ragazza ebrea di Varsavia, che, deportata, morirà nel 1945) scrive diari in bella calligrafia su quaderni ben ordinati, indossa i mantelli bianchi per celebrare la festa religiosa della riconciliazione, organizza temerari contrabbandi e perfino dancing e ristoranti dove, a pochissima distanza da macerie e fosse scavate talora dalle stesse vittime prima di essere uccise, vi sono marmi eleganti e dove musicisti e attori suonano e recitano brani preparati e studiati con scrupolo tra una fucilazione e l'altra. Queste testimonianze fanno parte dell'eredità lasciataci da un gruppo di intellettuali ebrei che tennero una cronaca minuziosa degli avvenimenti quotidiani: un materiale inestimabile che per anni fu nascosto e recuperato intatto dopo la guerra, sotto le macerie.