Robin Edizioni Libri
Libri editi da Robin Edizioni con argomento Melville Herman
Prossime uscite su MELVILLE HERMAN
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788892985155 Herman Melville. Il magnifico naufragio
Diario italiano Melville Herman Botta G. (Cur.) - Robin Edizioni, 2002 - I Libri Colorati. Verde: Viaggi
Le notazioni del grande scrittore americano durante il suo viaggio nel Bel Paese. Dalle pagine del racconto, costruito come una "soggettiva in tempo reale" (dando così al lettore la possibilità di vivere le sensazioni nel momento stesso in cui Melville le vede e le descrive) emerge appieno il carattere del narratore. Immerso, in quel particolare momento della sua vita, in una profonda crisi esistenziale, specchio e misura della sua anima tormentata e irrisolta, Melville permea di quelle sensazioni anche le parole dedicate alla nostra penisola.
Diario italiano Melville Herman Botta G. (Cur.) - Robin Edizioni, 2011 - Biblioteca Di Viaggio
Le notazioni del grande scrittore americano, autore di "Moby Dick", "Bartleby lo scrivano", e altri capolavori eccelsi della letteratura mondiale durante il suo viaggio nel Bel Paese. Dalle pagine del racconto, costruito come una "soggettiva in tempo reale" (dando così al lettore la possibilità di vivere le sensazioni nel momento stesso in cui Melville le vede e le descrive) emerge appieno il carattere del narratore. Immerso, in quel particolare momento della sua vita, in una profonda crisi esistenziale, specchio e misura della sua anima tormentata e irrisolta, Melville permea di quelle sensazioni anche le parole dedicate alla nostra penisola.
Diario italiano-Le statue di Roma Melville Herman Catucci M. (Cur.) - Robin Edizioni, 2025 - Biblioteca Del Vascello
L'11 febbraio 1857 Melville s'imbarca al Pireo su un vapore francese in partenza per la Sicilia, il Cydnus. Comincia, dopo il byroniano pilgrimage in Palestina, quel viaggio in Italia così a lungo desiderato e rimandato per anni che ha Roma come meta principale. Percorrerà l'Italia degli antichi Stati da sud a nord, da Messina a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna, risalendo ancora in un eccentrico andirivieni fino ad approdare sulla sponda svizzera del lago Maggiore. Viaggia in piroscafo, in diligenza e in treno, portando con sé un leggerissimo bagaglio - una modesta carpet-bag - proprio come un semplice viaggiatore di commercio. Raggiunta ognuna delle città d'arte previste dal suo itinerario, siano soste di poche ore, o permanenze di qualche giorno o settimana, Melville girovaga inesausto dall'alba al tramonto per strade, piazze, chiese e musei. Libero e indipendente come uno dei marinai dei suoi racconti, raramente lo troviamo in compagnia di altri americani, qualche volta sceglie di seguire giovani guide locali, volenterose, stravaganti o forse equivoche, ma è più spesso da solo. In albergo, alla sera, o all'alba prima di partire per la prossima meta, ricorda frettolosamente in rapide note - quasi scarabocchi, per la futura disperazione degli editori dei suoi Notebooks - i percorsi erratici e i nomi dei luoghi visitati, troncando con cursori etc. etc. l'elenco sommario delle opere d'arte osservate o, meglio, incontrate e riconosciute nella faticosa giornata. Perché, molto spesso, statue e quadri, che Melville sembra osservare per la prima volta nei musei e nelle chiese italiane, gli sono familiari per averne visto calchi in gesso o stampe a Boston o a New York. Perché, talvolta, aveva ricordato nei suoi romanzi e racconti quelle antiche statue e quegli antichi quadri per paragonarli ai suoi personaggi d'invenzione, o per meglio definire i luoghi delle loro avventure o suggerirne l'atmosfera. Nei musei, nei palazzi e nelle chiese, Melville può ritrovarsi finalmente faccia a faccia con la materializzazione del 'secondo termine' dei suoi paragoni letterari: l'Apollo del Belvedere a Roma e la Venere de' Medici a Firenze che aveva paragonato ai polinesiani Marnoo e Fayaway di Typee, il Perseo di Cellini, ancora a Firenze, al capitano Ahab in Moby Dick, un immaginario particolare di una scena di naufragio di Salvator Rosa usato per descrivere in Redburn l'aspetto di Jackson, il marinaio malvagio, etc. etc.