Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Cecoslovacchia
La primavera di Praga. Quarant'anni dopo Fedele S. (Cur.) Fornaro P. (Cur.) - Rubbettino, 2009 -
A quarant'anni dalla Primavera di Praga studiosi di diversa nazionalità si confrontano su temi e nodi cruciali relativi a quella drammatica esperienza, di cui si analizzano criticamente i nessi con l'antecedente condizione politica e sociale della Cecoslovacchia comunista, le radici economiche e il contesto internazionale in cui ebbe a svilupparsi. Se attenzione particolare è dedicata all'analisi dei processi decisionali dei vertici del Cremlino e delle varie fasi dell'intervento sovietico, di non minore interesse risulta la rivisitazione critica delle reazioni che la vicenda cecoslovacca, dalle speranze alimentate dalla Primavera praghese alla repressione armata operatane dall'Urss, suscitò nei partiti di sinistra e nel movimento sindacale italiano. Ad arricchire il volume contribuiscono i ricordi di alcuni allora giovanissimi testimoni oculari e i puntuali approfondimenti d'analisi su temi quali gli echi della vicenda praghese nella Romania di Ceausescu, la cinematografia cecoslovacca del tempo e l'attuale percezione che di quella storica vicenda ha l'opinione pubblica russa.
Alexander Dubcek e Jan Palach. Protagonisti della storia europea Leoncini Francesco - Rubbettino, 2008 - Studi Diplomatici
Alexander Dubcek e Jan Palach non sono espressione di un Paese e di un sistema di governo ormai scomparsi, ma protagonisti di una stagione che pone innumerevoli interrogativi alla coscienza e alla storiografia europee. Quest'opera collettanea, frutto di un impegno di alcuni anni, si presenta come un contributo fortemente innovativo sulla Primavera cecoslovacca, per organicità d'impostazione e per ricchezza di documentazione. Il volume può vantare saggi di carattere filosofico, sociologico e storico-culturale e dà conto non solo degli otto mesi in cui quell'esperimento politico si manifestò e di tutto il dibattito e il travaglio precedenti, ma prende anche in considerazione il periodo immediatamente successivo all'invasione quando si evidenzia il distacco sempre maggiore tra società civile e dirigenza politica. È in questo contesto che matura il rogo di Jan Palach rivolto innanzitutto contro la gestione della crisi da parte di Dubcek, ritenuta rinunciataria e arrendevole alle richieste sovietiche, e diretto a scuotere le coscienze dei propri concittadini. Non manca la valutazione del quadro internazionale di allora e in particolare delle posizioni del Partito comunista italiano. Una serie di interviste offre un panorama di autorevoli opinioni riguardo agli eventi del '68 e agli sviluppi successivi fino alla caduta del muro di Berlino.