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Libri editi da Scalpendi con argomento Lattuada Alberto
Fine della città. «Occhio quadrato» di Alberto Lattuada Frongia Antonello - Scalpendi, 2022 - Libri A Fronte
"Fine della città" è il primo studio monografico dedicato a Occhio quadrato. Dopo avere indagato il profilo intellettuale del giovane Lattuada nella Milano degli anni Trenta - attraverso la rilettura dei suoi interventi critici nei campi dell'arte e dell'urbanistica - il volume ricostruisce le sue intersezioni con la cultura fotografica del tempo e offre un'analisi circostanziata delle sue esplorazioni visive, testimoniate da un significativo archivio di negativi e da alcune stampe superstiti, per approdare infine a un nuovo attraversamento di Occhio quadrato, traccia visiva di una prolungata esperienza della città e critica della sua fine già in atto.
Fine della città. «Occhio quadrato» di Alberto Lattuada Frongia Antonello - Scalpendi, 2018 -
Nel luglio 1941 le edizioni di "Corrente" pubblicano a Milano "Occhio quadrato", un esile volumetto di ventisei tavole fotografiche che sintetizza le ricerche condotte da Alberto Lattuada nei quattro anni precedenti. Lattuada non è ancora il regista cinematografico che di lì a poco diverrà noto come collaboratore di Mario Soldati e poi come regista di "Giacomo l'idealista" (1943) e "La freccia nel fianco" (1944), ma un giovane studente del Politecnico che da anni collabora come critico e autore con diverse riviste. Questa sua opera prima costituisce un unicum nel panorama del periodo, antesignana di un filone editoriale che troverà pieno sviluppo solo nel secondo dopoguerra. "Occhio quadrato" è infatti il primo libro italiano che, superando l'immediato fine descrittivo o cronachistico, utilizza il linguaggio della fotografia documentaria per "inventare" un nuovo meta-paesaggio dell'esistenza quotidiana. Con uno stile piano e distaccato, del tutto lontano dalle retoriche della cultura ufficiale fascista di quegli anni, le fotografie di Lattuada presentano al lettore-spettatore frammenti di città, luoghi dimessi, oggetti desueti, volti e figure ai margini della storia.