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Libri editi da Silvana con argomento Attardi Ugo
Ugo Attardi. Il viaggio di Ulisse. Ediz. illustrata Pegoraro S. (Cur.) - Silvana, 2012 -
Ugo Attardi (1923-2006) è fra gli artisti contemporanei che meglio hanno saputo appropriarsi del mito: uno spazio ai confini del mondo conosciuto, al limite dell'ignoto, uno spazio infinito. Attraverso le immagini, egli ha creato un eccezionale trait d'union tra il mito stesso - in particolare quello di Ulisse, che sempre lo ha affascinato - e la realtà cruda e prosaica, spesso misera, della contemporaneità, della quale è riuscito a svelare il meraviglioso mistero che comunque la anima. Il mito è figura, che senza posa si agita nella mente dell'uomo, che s'incarna nelle immagini create dall'arte. Per questo Attardi non si limitò alla ricerca astrattista, alla quale si era dedicato come co-fondatore del gruppo Forma 1, sentendo "la mancanza della sottile magia della finzione, la finzione propria della figurazione". Un percorso, un viaggio, tormentato e affascinante, che questo libro intende documentare. Testi di: Andrea Attardi, Ugo Attardi, Carlo Ciccarelli, Silvia Pegoraro.
Ugo Attardi. L'erede selvaggio. Opere. 1944-2001. Catalogo della mostra (Marsala, 15 ottbre 2011-15 gennaio 2012). Ediz. illustrata Troisi S. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Pittore, scultore, disegnatore di eccezionale perizia, Ugo Attardi ha attraversato l'arte italiana del secondo Novecento da una posizione di singolare e irriducibile coerenza: artista figurativo dopo essere stato tra i promotori del Gruppo Forma 1, Attardi dagli anni cinquanta in avanti ha indagato i meccanismi dell'oppressione e della violenza individuando, nelle suggestioni e negli echi della grande arte del passato, gli snodi cruciali della relazione necessaria che lega l'artista alla storia. I rimandi a Goya e a Tiziano, a Velazquez e a Bernini, a Grosz e a Boccioni sono così lo strumento di un'opera di demistificazione visionaria, insieme allucinata e appassionata, che registra l'attualità imperiosa di ogni linguaggio in cui secondo le parole dello stesso Attardi - "siamo contemporanei a tante epoche". L'erede selvaggio (titolo del suo unico, celebrato romanzo) è così il testimone della vicenda convulsa del Novecento e della sua risacca finale, dove miti, simboli e sogni convivono nel medesimo sogno di bellezza e violenza.