Silvana Libri
Libri editi da Silvana con argomento Piemonte Arte
I sacri monti. Piemonte e Lombardia. Un patrimonio UNESCO tra Piemonte e Lombardia. Ediz. italiana e inglese De Filippis Elena - Silvana, 2019 - Arte
Le fotografie di Marco Beck Peccoz, accompagnate da brevi testi storici e da un'introduzione di Antonio Paolucci, guidano alla scoperta di nove itinerari posti in luoghi di grande fascino paesaggistico, su cui si snodano teorie di cappelle che raccontano, con statue e affreschi, temi cari alla devozione cattolica. Il più antico Sacro Monte, quello di Varallo, iniziato nel tardo Quattrocento per volontà di un frate francescano, voleva condurre in una sorta di viaggio virtuale in Terra Santa quei visitatori che non potevano andarci in pellegrinaggio, riproducendo i luoghi storici legati alla vita di Cristo e popolandoli con immagini che mostravano quel che era avvenuto al loro interno. Grazie a Gaudenzio Ferrari, che vi lavorò nel primo Cinquecento, gli episodi del Vangelo vennero illustrati in scene di intenso naturalismo, con figure tridimensionali in tutto simili a persone vere, per fisionomia e sentimenti, con il fine di coinvolgere emotivamente i fedeli. A questo modello si ispirarono i Sacri Monti costruiti dopo il Concilio di Trento a Orta, Crea, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Belmonte, che sperimentarono questa nuova ed efficace forma di comunicazione religiosa. Nei Sacri Monti operarono artisti importanti come Gaudenzio Ferrari, i pittori Fiammenghini, Morazzone, Tanzio da Varallo, Moncalvo, gli scultori Tabacchetti e Prestinari, Giovanni d'Enrico, Dionigi Bussola, Giuseppe Rusnati, Antonio Busca, che sovente si alternarono nei diversi complessi costruendo scene vive e reali, coinvolgenti e ricche di pathos, attuali oggi come allora per i fedeli e i cultori di arte.
'900. Cento anni di creatività in Piemonte. Catalogo della mostra (Alessandria-Valenza-Novi Ligure-Acqui Terme, 4 dicembre 2008-29 marzo 2009). Ediz. illustrata Vescovo M. (Cur.) - Silvana, 2008
Oggi non possiamo non riconoscere che un importante gruppo di artisti piemontesi - tra fine Ottocento e i primi decenni del Novecento - abbia tracciato un solco indelebile nei prati del Divisionismo, del Post-divisionismo, inseguendo il filo incandescente della luce: Giuseppe Pellizza da Volpedo, Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Cesare Maggi, Matteo Olivero, Angelo Barabino e poi Giacomo Balla e Carlo Carrà. Questi ultimi hanno traghettato l'arte italiana anche sulle cime altissime del Futurismo e in seguito della Metafisica, del Novecento (Carrà) e dell'astrattismo ottico percettivo (Balla). Tutti questi artisti hanno dato vita alla creazione dell'orizzonte del moderno, alla scoperta di un mondo da esplorare, alla possibilità di far scaturire, dalla materia ciò che per noi, fino a quel momento, era invisibile, nascosto tra percezione e scienza. Dagli anni cinquanta, sino a oggi, Torino e il Piemonte sono stati una fucina di movimenti e di singole identità che hanno avuto e hanno, tuttora, una valenza internazionale per qualità e importanza.