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Libri editi da Silvana con argomento Severini Gino
Gino Severini 1883-1996. Catalogo della mostra (Rovereto, 17 settembre 2011-8 gennaio 2012). Ediz. illustrata Belli G. (Cur.) Fonti D. (Cur.) - Silvana, 2011 - Monografie Di Grandi Artisti
Gino Severini (1883-1966) è senza dubbio il più francese tra i pittori italiani: per quasi mezzo secolo, infatti, è stato il trait d'union fra artisti e intellettuali al di qua e al di là delle Alpi negli anni cruciali del primo Novecento e delle due guerre. Nato a Cortona e vissuto tra Parigi e Roma, inizia a dipingere grazie all'incontro con il coetaneo Umberto Boccioni e alla lezione del più maturo Giacomo Balla. Intorno agli anni dieci si accosta al futurismo, di cui offre una originalissima interpretazione, tiepida nell'adesione ideologica ma estremamente aggiornata e consapevole nella riflessione teorica. Sono anni intensi in cui Severini affianca alla pratica artistica una vivace attività intellettuale, organizzando le esposizioni dei futuristi italiani nelle gallerie parigine e partecipando ai dibattiti che animano la capitale francese. La sua ricerca si orienta quindi verso la pratica cubista, rivolta in particolare a originali variazioni sul tema della natura morta. Ma Severini è molto precoce anche nel cosiddetto "ritorno all'ordine": già prima degli anni venti si rivolge a un repertorio di temi, figure e soggetti desunti dalla pittura dei Primitivi italiani e del Rinascimento. Gli anni del secondo dopoguerra costituiscono l'ultimo, intenso periodo dell'attività di Severini, caratterizzato da opere di grande raffinatezza e mirabili esercitazioni di forme.
Gino Severini 1883-1966 futuriste et néoclassique. Ediz. illustrata Belli G. (Cur.) Fonti D. (Cur.) - Silvana, 2011
Gino Severini 1883-1966 futuriste et néoclassique. Ediz. illustrata - Silvana
Severini. L'emozione e la regola. Ediz. illustrata Fonti D. (Cur.) Roffi S. (Cur.) - Silvana, 2016 - Cataloghi Di Mostre
Il volume accompagna la nuova mostra monografica della Fondazione Magnani Rocca, volta a celebrare l'intera attività artistica di Gino Severini. Allievo di Giacomo Balla, il pittore cortonese aderì inizialmente al movimento futurista e al Cubismo per poi avviare un'inquieta ricerca di "perfezione nella contemporaneità", inizialmente attratto dalle rotture linguistiche dell'avanguardia e in seguito concentrato nel perseguimento di un nuovo equilibrio d'ispirazione classica ma non vuotamente classicista. L'eclettica produzione di Severini abbraccia le forme espressive più disparate, spaziando dal ritratto alla natura morta, dalle grandi decorazioni murali al libro d'artista, tracciando così una perfetta parabola di protagonista del Novecento. A fianco di due importanti opere presenti nella collezione permanente della Fondazione - la "Danseuse articulée" del 1915, capolavoro futurista, e la matissiana "Natura morta con strumenti musicali" - sono qui presentate circa cento opere, fra dipinti e lavori su carta di dimensioni importanti, compresi alcuni studi preparatori che integrano significativamente la sequenza delle opere su tela o tavola.