Silvana Libri
Libri editi da Silvana con argomento Stefanoni Tino
Tino Stefanoni. Elogio alla banalità del quotidiano. Catalogo della mostra (Lecco, 29 marzo-10 maggio 2008). Ediz. illustrata - Silvana, 2008
Il catalogo accompagna una mostra personale di Tino Stefanoni (Lecco, 1937) che presenta quindici lavori realizzati tra il 1968 e il 1975, noti come "Le tavole degli oggetti quotidiani". L'idea che anima queste tavole pittoriche deriva dal ricordo delle pagine degli abbecedari, dove gli oggetti quotidiani, iterati e associati a una lettera, apparivano quasi sotto nuove sembianze. Il linguaggio con cui Stefanoni propone questa serie di oggetti è netto, ritmico, quasi ossessivo. L'unica variazione che concede è quella di un leggero spostamento, di un vuoto improvviso, di un'allegra ma anche sinistra variante cromatica. Il catalogo delle opere è preceduto da un testo critico di Angela Madesani, e completato da apparati biografici.
Tino Stefanoni. Ipotesi di paesaggio. Catalogo della mostra (Milano, 21 novembre-22 dicembre 2013). Ediz. italiana e inglese Fiz A. (Cur.) - Silvana, 2013 - Cataloghi Di Mostre
Il catalogo è dedicato all'opera di Tino Stefanoni (Lecco, 1937), di cui intende approfondire l'approccio che l'artista lecchese ha avuto - dagli esordi a oggi - con il paesaggio, trasformandolo in oggetto, riducendolo ai minimi termini e spogliandolo di ogni sovratono emotivo e retorico. Come dichiara Alberto Fiz nel testo introduttivo, i paesaggi di Stefanoni diventano "non-luoghi della mente che ciascuno potrebbe modificare in base al proprio gusto o alle proprie ambizioni." Completano il volume apparati biografici.
Tino Stefanoni. La mistica delle cose. Catalogo della mostra (Seregno, 12 novembre-4 dicembre 2011). Ediz. illustrata Tommasi L. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Il lavoro di Tino Stefanoni (Lecco, 1937), pur non appartenendo in senso stretto a quello dell'arte concettuale, di fatto si è sempre sviluppato in questa area di ricerca. L'artista ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano ritenendoli, a differenza del mondo animale e del mondo vegetale che non sono di pertinenza dell'uomo, l'unico segno tangibile della sua esistenza. Il volume propone un percorso nella sua produzione pittorica, dalle tele degli anni sessanta e settanta - in cui si dimostra incline a una ripetizione maniacale degli oggetti, rappresentati nella loro disarmante ovvietà - a quelle degli anni più recenti, che, pur rimandando a una sorta di svolta lirica, non rinunciano a sottolineare la prorompente fisicità degli elementi rappresentati, avvolti da una sottile ironia e magia. Il lavoro di Stefanoni, volto alla ricerca della qualità intima delle cose - a proposito della quale si è giustamente parlato di "metafisica" - conserva così un anelito di mistero che lo rende affascinante ed enigmatico. Il volume accoglie un testo critico di Luca Tommasi ed è completato da apparati biografici.