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Libri editi da Skira con argomento Turner William
Turner. Opere dalla Tate. Ediz. a colori Blayney Brown D. (Cur.) - Skira, 2018 - Cataloghi
Il volume presenta oltre novanta opere d'arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di oli, di Joseph Mallord William Turner (1775-1851), famoso per le sue opere a olio e ad acquerello, nonché uno dei più grandi maestri britannici nella pittura di paesaggio, tanto da meritare il soprannome di "pittore della luce" e da essere considerato un anticipatore del movimento impressionista. Conservate presso la Tate Britain di Londra e conosciute oggi come Lascito Turner, le opere provengono dallo studio personale del pittore e sono state "realizzate per suo proprio diletto", secondo la bella espressione del critico John Ruskin: un piacere estetico e visivo che conserva ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all'estero. La monografia curata da David Blayney Brown, uno dei maggiori esperti mondiali dell'artista inglese, permette di esaminare l'intera produzione di J.M.W Turner e di penetrare in modo unico nella mente, nell'immaginazione e nei risvolti privati di uno dei più grandi artisti del romanticismo, che con la sua pittura influenzò più di una generazione di artisti e, appunto, pose le basi per la nascita dell'impressionismo.
Hogarth; Reynolds; Turner. Pittura inglese verso la modernità. Ediz. illustrata Curzi V. (Cur.) Brook C. (Cur.) - Skira, 2014 - Cataloghi
L'Inghilterra del Settecento è un paese in cui si concentrano grandi trasformazioni sociali, economiche e culturali che si riflettono, in primo luogo, in campo artistico. Mentre una parte dell'aristocrazia continua a guardare a modelli culturali importati dal continente, emerge un ceto borghese che incoraggia, con maggiore determinazione rispetto alla committenza tradizionale, la crescita di un'iconografia propriamente britannica. Nel volume studiosi inglesi e italiani si confrontano intorno a tale argomento aprendo il dibattito critico al contributo offerto dall'Italia del Settecento. Agli inquadramenti storici e culturali dell'Inghilterra, e di Londra in particolare, si unisce la disamina dello sviluppo di un linguaggio figurativo autoctono in relazione alla tradizione continentale. Da tale confronto derivano le esigenze opposte di ripresa e declinazione della cultura classicista e di distacco da essa, un dibattito che ha condizionato la maturazione dei diversi generi artistici nei quali, dalla pittura di storia, al ritratto e al paesaggio, la scuola britannica ha espresso una propria identità artistica, riconosciuta nell'Ottocento, soprattutto nell'ambito delle ricerche sul paesaggio, immagine della modernità.