Libri sul femminismo
Saggi e classici del pensiero femminista
Prossime uscite su FEMMINISMO
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791256492213 Rivendicazione dei diritti della donna
Cosa farebbe Frida Kahlo? Lezioni di vita da 50 donne coraggiose Foley Elizabeth Coates Beth - Sonzogno, 2021 - Tempi Liberi
Non ti va di avere figli? Non vedi l'ora di tradire il tuo uomo? Il capo non ti lascia parlare? Vuoi tenerti i capelli bianchi e vestirti da uomo? Essere una donna e averne piene le scatole degli stereotipi può essere faticoso, nella vita privata come in quella professionale. È evidente che il femminismo non ha completato la sua missione: se nel mondo di oggi c'è ancora da sudare, figuriamoci in quello di ieri. Chi allora meglio delle eroiche, spregiudicate e corsare figure femminili del passato può indicare la via giusta da seguire? Cleopatra ci insegna a domare i parenti serpenti, Frida Kahlo a sfoggiare con orgoglio il nostro stile (anche se non piace a tutti), Dorothy Parker a tenere testa ai maschi stronzi, Caterina la Grande a gestire i pettegolezzi, Ada Lovelace a giocare d'azzardo, Agatha Christie a guarire dalle ferite d'amore, Hedy Lamarr a resistere alla disistima altrui. Non mancano le italiane, da Artemisia Gentileschi a Elsa Morante, fino a Maria Montessori. Dall'antichità all'età dell'oro elisabettiana, dal vecchio West alla Parigi del dopoguerra, questa ricca carrellata di storie esemplari, tratte dalle biografie di cinquanta donne coraggiose, compone una miniera di consigli per affrontare le sfide di tutti i giorni con ironia, determinazione e, perché no, una buona dose di sfrontatezza.
Cosa farebbe Frida Kahlo? Lezioni di vita da 50 donne coraggiose Foley Elizabeth Coates Beth - Sonzogno, 2018 -
Non ti va di avere figli? Non vedi l'ora di tradire il tuo uomo? Il capo non ti lascia parlare? Vuoi tenerti i capelli bianchi e vestirti da uomo? Essere una donna e averne piene le scatole degli stereotipi può essere faticoso, nella vita privata come in quella professionale. È evidente che il femminismo non ha completato la sua missione: se nel mondo di oggi c'è ancora da sudare, figuriamoci in quello di ieri. Chi allora meglio delle eroiche, spregiudicate e corsare figure femminili del passato può indicare la via giusta da seguire? Cleopatra ci insegna a domare i parenti serpenti, Frida Kahlo a sfoggiare con orgoglio il nostro stile (anche se non piace a tutti), Dorothy Parker a tenere testa ai maschi stronzi, Caterina la Grande a gestire i pettegolezzi, Ada Lovelace a giocare d'azzardo, Agatha Christie a guarire dalle ferite d'amore, Hedy Lamarr a resistere alla disistima altrui. Non mancano le italiane, da Artemisia Gentileschi a Elsa Morante, fino a Maria Montessori. Dall'antichità all'età dell'oro elisabettiana, dal vecchio West alla Parigi del dopoguerra, questa ricca carrellata di storie esemplari, tratte dalle biografie di cinquanta donne coraggiose, compone una miniera di consigli per affrontare le sfide di tutti i giorni con ironia, determinazione e, perché no, una buona dose di sfrontatezza.
Gli uomini ci rubano tutto. Riprendersi il corpo, il femminismo, il mondo: un manifesto Terragni Marina - Sonzogno, 2018 - Varia
A che punto è il femminismo, rivoluzione senza armate e senza sangue che ha già profondamente modificato, e in così poco tempo, la faccia del mondo? A quanto pare continua ad avanzare su molti fronti. Il movimento globale #metoo ha messo sulla difensiva migliaia di uomini potenti. Time's Up, organizzazione lanciata da molte celebrità hollywoodiane, proclama che il tempo delle molestie e degli abusi è finito. Merriam-Webster, il più consultato dizionario americano, segnala che le ricerche della parola "femminismo" sono quasi raddoppiate. Ma proprio quando il dominio patriarcale sembra simbolicamente vacillare, per le donne in carne e ossa - dice Marina Terragni, sulla base della sua pluridecennale esperienza di pensiero e di lotta - le cose non vanno affatto bene: gli indicatori materiali (salute, lavoro, stipendi, giustizia) sono tutti negativi, mentre crescono i numeri della violenza sessuale e la politica non è mai stata tanto misogina. Perfino il dirsi "donna" non è più a disposizione del sesso femminile, definizione contesa dal transattivismo queer (è la definitiva scomparsa delle donne?). Dopo un secolo di femminismo, dunque, il bilancio è ancora interlocutorio. Di fronte a questo stato di cose, l'autrice propone un "femminismo radicale" che non si accontenta della lotta per l'autodifesa. Che non chiede pari opportunità, non elemosina posti, non subisce le intimidazioni queer e i diktat del biomercato. Che si misura alla radice con la questione maschile. Che si radica nella verità del corpo e nella differenza femminile per mettere da subito al mondo un altro mondo, fin