Squilibri Libri
Libri editi da Squilibri con argomento Okudzava Bulat Salvovic
Nella corte dell'Arbat. Le canzoni di Bulat Okudzava. Con CD-Audio Lega Alessio - Squilibri, 2018 - Crinali
Padre della canzone d'autore russa, Bulat Okudzava forma con Vladimir Vysockij e Aleksandr Galic la triade sacra dei "bardi", i "poeti con la chitarra" che riannodarono con ballate essenziali il filo della speranza nel cosiddetto periodo della stagnazione (1960-1985). Le sue canzoni sono un patrimonio di poesia che affonda melodicamente nel ricco folklore georgiano e armeno (le terre del padre di Bulat, fucilato durante il terrore staliniano, e della madre inghiottita dal Gulag) e linguisticamente nel gergo popolare degli abitanti dell'Arbat, il quartiere-mondo di Mosca paradigma della vita, della guerra e dell'arte. Alessio Lega fa rivivere in italiano la magia e l'incanto di questi piccoli miracoli espressivi che, affidati a melodie semplici ma irresistibili ed annodati attorno a storie minime, riflettono le tensioni e le speranze di un intero popolo come accade soltanto nei capolavori della letteratura mondiale e della grande canzone d'autore. Alessio Lega è riuscito a rendere in italiano non soltanto il senso delle poesie canzoni di Bulat Okudzava ma, soprattutto, lo spirito che le ha caratterizzate nel tempo. (Gian Piero Piretto)
Bulat Okudzava. Vita e destino di un poeta con la chitarra. Con CD-Audio De Florio Giulia - Squilibri, 2018 - I Libri Del Club Tenco
Poeta, scrittore e autore per il cinema e il teatro, Bulat Salvovic Okudzava è conosciuto in patria soprattutto come il padre della canzone d'autore russa, colui che per primo, in quella sterminata nazione di poeti, ha riportato la poesia alla sua originaria forma musicale, con esiti straordinariamente felici. Le sue liriche si snodano lungo trame sottili che, alla semplicità di temi universali come l'amore e la guerra, annodano una fitta rete di rimandi e allusioni, stemperando in una dolente e malinconica ironia una materia biografica altrimenti incandescente perché lacerata da ferite e disillusioni patite innanzi tutto sulla propria pelle. Storie minime, a volte persino banali, affidate a melodie altrettanto semplici ma irresistibili, conferiscono alle sue canzoni un'eccezionale forza espressiva, elevandole al rango di capolavori da collocare di diritto nel pantheon mondiale della canzone d'autore, accanto a quelle di autori come Brassens, Ferré o Atahualpa Yupanqui. Con scritti di Sergio Secondiano Sacchi e Alessio Lega, le fotografie di Roberto Coggiola e, nel cd allegato, l'inedito concerto che Okudzava tenne a Sanremo nel 1985 quando gli venne assegnato il Premio Tenco.