Tra Le Righe Libri Libri
Libri editi da Tra Le Righe Libri con argomento Castracani Castruccio
Castruccio Castracani degli Antelminelli. Storia di un grande lucchese. Story of a great man from Lucca. Ediz. bilingue Baldocchi Massimo - Tra Le Righe Libri, 2025
Molti, in passato, hanno scritto la storia di questo nostro importante cittadino lodandone o condannandone le gesta perché, infatti, Castruccio non è stato sempre apprezzato dai lucchesi. La sua politica militare costò cara a Lucca che alla sua morte non fu in grado di trovare una figura altrettanto capace di sostituirlo alla guida del Comune con conseguenze disastrose. Lo stesso Sercambi (principale storico cittadino vissuto nel XV secolo e autore delle "Croniche", Storia dettagliata di Lucca dal 1164 al 1400) gli rimproverò di essere stato la cagione delle sofferenze e delle disgrazie patite dalla città dopo il 1330 in quanto, la fulgida parentesi della sua Signoria, creò gravi conseguenze istituzionali, politiche e sociali che avevano portato alla perdita della tanto amata libertà ad opera dei Pisani. Castruccio fu un politico astuto capace di muoversi con personalità nel panorama nazionale riuscendo a portare Lucca a livelli eccezionali, in pratica fu il precursore del "signore" rinascimentale tant'è che Niccolò Machiavelli ne volle scrivere la vita e, si dice, si ispirò a lui per scrivere il suo libro più famoso: "Il principe".
Castruccio Castracani. Signore di Lucca Baldocchi Massimo - Tra Le Righe Libri, 2025
Castruccio nacque a Lucca il 29 marzo 1281 da Gerio della nobile famiglia degli Antelminelli e Nuccia Streghi. Sin da piccolo venne educato alla cultura delle armi e della caccia passando gran parte delle sue giornate nei castelli che la sua famiglia aveva nei feudi di Coreglia e Ghivizzano. Nel 1300, in seguito ad una rivolta scoppiata in Lucca fra Guelfi e Ghibellini la sua famiglia, che apparteneva alla fazione dei Neri, viene cacciata dalla città subendo la confisca di tutti i beni e l'abbattimento di tutti i palazzi che andavano dall'attuale piazza Antelminelli sino a piazza Bernardini. Dopo la precipitosa fuga si recò in esilio presso alcuni parenti ad Ancona per poi trasferirsi, alla morte del padre, in Inghilterra presso lo zio Alderigo che gestiva un banco di seta presso la Corte. La sua vita però non era destinata a svolgersi in un fondaco commerciale, infatti la sua abilità nell'uso delle armi e nel gioco della pallamano, che gli valse la vittoria in vari tornei, lo portò ad ingraziarsi i favori del re Edoardo II che lo volle a Corte come cavaliere del suo seguito.