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Libri editi da Utet con argomento Antropologia

Il mito dell'intelligenza ebraica libro
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LIBRO   9788802078717

Il mito dell'intelligenza ebraica Gilman Sander L.   -  Utet, 2007

Il mito dell'intelligenza ebraica affronta una delle teorie più controverse di oggi: i presunti rapporti tra razza (o etnia), intelligenza e virtù. Riprendendo la lunga storia di queste teorie, sotto certi aspetti inquietante e imbarazzante, Sander L. Gilman analizza una serie impressionante di testi - trattati scientifici e filosofici e opere letterarie - che pretendono di dimostrare l'esistenza di un'intelligenza superiore negli ebrei (spesso accompagnata da un livello inferiore di virtù o di valore morale). Il libro esamina criticamente le prospettive che emergono nel bestseller "The Bell Curve", assai dibattuto e molto controverso, e riprende le teorie "scientifiche" sull'intelligenza superiore degli ebrei che sono emerse nel corso del XIX secolo e all'inizio del XX. Si analizzano poi le reazioni a queste teorie di scienziati e intellettuali ebrei, quali Freud, Wittgenstein e von Hoffmansthal. La parte conclusiva del libro illustra l'emergenza e l'influenza di queste idee nella narrativa moderna e nel cinema, da "Gli ultimi fuochi" di Scott Fitzgerald a "Schindler's List" di Steven Spielberg e "Quiz Show" di Robert Redford. Gilman dimostra a che punto gli stereotipi possono invadere una società, penetrando ovunque, dai lavori scientifici alla cultura popolare. E rivela che l'attribuzione di un'intelligenza superiore agli ebrei, apparentemente molto lusinghiera, in realtà ha contribuito all'isolamento degli ebrei e al loro discredito.

€ 20.00 € 9.00
LIBRO   9788802081366

Pietre viventi. I minerali nell'immaginario del mondo antico Macrì Sonia   -  Utet, 2009  -  Antropologia Storia Teoria Della Cultura

Che cosa era una pietra per gli antichi? Le testimonianze letterarie ne rendono esplicita una rappresentazione ambivalente. Il líthos o lapis trasmette sollecitazioni concrete, come la sensazione della durezza che si addensa uniforme per la sua massa. Serrato in un esanime rigore, il suo corpo solido si mostra tenacemente fissato al suolo e questa inerzia comunica la certezza di un'esistenza immota, del tutto aliena dalle facoltà che caratterizzano gli esseri viventi. Al di là delle notazioni più tangibili, tuttavia, la pietra suggerisce anche valori traslati. La sua compagine salda è utile a definire la forza invincibile del guerriero omerico, mentre la resistenza all'azione del tempo può veicolare l'idea dell'eternità. Le immagini si susseguono numerose, non sempre però sono immediatamente comprensibili: in molti casi rivestono il minerale di requisiti estranei alla natura litica. Che dire, ad esempio, dei macigni che sprigionano un movimento inarrestabile, delle rocce che sottintendono nozioni umane come l'essere addolorati o dimentichi di se stessi o, ancora, di pietre capaci di esprimere la forza dello sguardo? Questo libro prende le mosse proprio dalla constatazione che la pietra si offre alla percezione culturale degli antichi come un'entità suscettibile di molteplici, spesso paradossali, usi metaforici.

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