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Libri editi da Abe Storia: dal 500 d.C. al 1450-1500 d.C.
Niccolò Gaetani dux del Lazio antico. L'assassinio di re Andrea e la rivolta di città dell'Aquila Bascetta Arturo - Abe, 2013 - Cronache Regno Di Napoli Fra 1400 E 1500
Crudele, spietato, a tratti falso, ora bugiardo, ma sicuramente un vero condottiero di ventura, forse il primo cavaliere italiano del secolo in cui terminarono le vere rivolte e si diede inizio ai grandi stati europei. Niccolò Gaetani, alias Nicola Caetani, non ebbe pietà per nessuno. Partì da Fondi e si arroccò ad Itri, prese Gaeta ed insediò un antipapa a Suessa. Non contento sfidò i Genovesi a Terracina dando battaglia a qualsiasi invasori, finendo con l'annientare l'esercito napoletano sul Garigliano. Niccolò fu il nemico principale della Regina di Napoli. Riuscì a smembrare un intero Regno e a sfidare il Papa, finendo ora prigioniero, ora graziato per le sue promesse da marinaio di fare pace con tutti. Ma, tornato ad Itri, divenne piu' spietato di prima, tagliando orecchi ed accecando gli occhi a chi non era dalla sua parte, né mancò di amputare dita e gambe, cavare denti e stirare membra ad amici e nemici, ma fu un grande, il piu' potente dei condottieri di ventura della prima metà del Trecento. Così, mentre il Conte Niccolò Gaetano, partito dal suo Castello di Fondi, occupò il Lazio Antico, Terracina, Gaeta, Itri e Formia, Sessa.
Attendolo Sforza. 1369-1424 da Spoleto all'Aquila, da Napoli a Benevento, vita del condottiero di ventura di Cotignola che diede origine alla casa dei Duchi di Mila Giovio Paolo Domenichi Lodovico Bascetta Arturo - Abe, 2013 - Gli Sforza
Attendolo Sforza, anzi, Giacomuccio alias Muzio detto Sforza, della famiglia degli Attendoli, era rimasto per molti anni a fare il caporale a Cotignola e in altri paesi dell'Emilia. Il suo nuovo lavoro, abbandonata la zappa, divenne quello di saccheggiare ed occupare Terre, essendo spesso al soldo di piccole città per sfamare la nutrita figliolanza e la folta parentela al seguito, tutti provenienti dalla natìa Cotignola. L'ascesa del 'caporale' Sforza cominciò dopo l'occupazione di Roma da parte di Re Ladislao nel 1408 e proseguì con quella di Perugia e L'Aquila, città dove fu ripristinato un Viceré degli Abruzzi soggetto a Napoli. Il sovrano, nominatosi Re d'Italia, forte dell'amicizia con Giacomuzio, portò a termine le scorrerie nell'Umbria prima di morire e lasciare il trono alla Regina Giovanna II che elevò lo Sforza al grado di Gran Contestabile del Regno Partenopeo. Nonostante ciò Attendolo passò al servizio del Papa come Gonfaloniere della Chiesa, fino alla morte nel fiume di Pescara.