Allemandi Libri
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Ciak al castello. 50 anni di cinema al Castello Odescalchi di Bracciano. Ediz. illustrata - Allemandi, 2012 -
"Il Castello Odescalchi, così maestoso, massiccio, inamovibile, ha ottenuto, in effetti, in eredità dalla settima arte la possibilità di tramutarsi continuamente, rigenerarsi nel tempo, errare nella storia e nel mondo un po' come capita alla sferragliante casa-creatura di Howl in uno dei capolavori del poeta Miyazaki, nonché di ospitare, anziché i propri defunti abitanti, una schiera di spettrali sembianze invulnerabili ai ghostbusters in quanto sdoppiate tra attori celebri e celebri personaggi: una miscellanea di ruoli vanesi o intensi, dialoghi prosaici o profondi, look fantasiosi o mimetici, ugualmente votati a tramandare storie d'alto livello stilistico, bozzetti dalle tonalità esilaranti, visioni distorte o improbabili, ma, quel che importa, quasi sempre avvincenti." (Valerio Caprara)
Il Museo nazionale del cinema. Ediz. illustrata Pesenti Campagnoni Donata Pacini Nicoletta - Allemandi, 2008 - I Grandi Musei Del Piemonte
Quella del Museo Nazionale del Cinema è la storia di un sogno nato dalla tenace passione della studiosa e collezionista Maria Adriana Prolo, accresciutosi nella fortuna dei primi allestimenti, deluso dai numerosi e infelici traslochi e infine coronato il 19 luglio del 2000, anno nel quale il museo viene inaugurato nella perfetta cornice della Mole Antonelliana. Il geniale edificio ottocentesco, progettato da Alessandro Antonelli come tempio per la comunità ebraica torinese e divenuto ben presto il simbolo stesso della città, per uno strano caso del destino ha una storia che negli anni ha incrociato più volte quella dell'antico "Museo della cinematografia"; dopo alterne e travagliate vicende la Mole Antonelliana offre oggi al Museo Nazionale del Cinema uno spazio espositivo innovativo, che si struttura in sei differenti livelli e raggiunge l'apice della sua grandezza nell'imponente Aula del Tempio, sovrastata dal vuoto della cupola e sulla quale si affacciano le numerose gallerie perimetrali. L'allestimento studiato dallo scenografo Francois Confino valorizza la singolarità architettonica dell'edificio e presenta un percorso museale fluido e strutturato verticalmente, che conquista il visitatore snodandosi tra le differenti sezioni espositive che raccontano la nascita e l'affermazione dell'arte cinematografica, dalla sua preistoria fino ai giorni nostri.
A schermo pieno. Eni e il cinema italiano - Allemandi, 2026 - Varia
A schermo pieno. Eni e il cinema italiano - Allemandi