Altergraf Libri
Libri editi da Altergraf Storia regionale e nazionale
L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. Nuova ediz. Basile Corrado - Altergraf, 2021 - Storia
L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. Nuova ediz. - Altergraf
Storia della repubblica sociale italiana Cione Edmondo - Altergraf, 2017 - Documenti
L'autore, allievo di Benedetto Croce, non è un fascista in senso proprio - subì perfino dal regime una condanna all'internamento e poi al confino -, pur senza essere, decisamente, un antifascista. Interessante è il periodo in cui il lavoro fu scritto e pubblicato: uscì nel 1948 e in versione riveduta nel 1951. Cione, come altri che fascisti non erano, aderì alla RSI fin da subito e Mussolini stesso gli consentì nel 1944 di formare, fuori dal Partito Nazionale Fascista, il Raggruppamento Nazionale Repubblicano Socialista, che, con un proprio quotidiano, si inserì nel tentativo, per velleitario che fosse, di gettare "ponti" verso la Resistenza, soprattutto nei confronti dei socialisti. Se è vero che in Italia gli intellettuali tendono a salire sul carro del vincitore, la storia di Cione è quella di un filosofo che, pur provenendo dalla parte dei futuri vincitori, volle stare dalla parte dei perdenti. E delle ragioni dei perdenti egli cercò di contrastare la visione semplificatoria che poi sarebbe divenuta quella dominante. Introduzione di Giuseppe Parlato.
Il biennio rosso in Ungheria 1918-1919. I 133 giorni della repubblica dei Consigli Basile Corrado - Altergraf, 2021 - Storia
Dalla fine di marzo ai primi di agosto del 1919 in Ungheria operò una dittatura proletaria che avrebbe potuto estendere all'Occidente la rivoluzione che aveva portato al potere i bolscevichi nell'ex impero zarista. I due fenomeni erano strettamente collegati. L'andamento della prima guerra mondiale e quello della rivoluzione russa fecero sì che la reazione delle masse alla sconfitta dell'impero asburgico e all'incapacità delle classi dominanti ungheresi di gestire le ripercussioni della débâcle fornisse concretezza alle possibilità di sopravvivenza della nazione e sottraesse a una prospettiva generica lo spirito internazionalista dei proletari. Ciò mentre i vecchi «poteri forti» si ritraevano impauriti di fronte alle pretese delle potenze vincitrici della guerra, soprattutto della Francia, che voleva smembrare il paese per imporre il suo controllo sull'area danubiana e rafforzare il cordone sanitario contro il bolscevismo. Questi «poteri forti»lasciarono sole le formazioni politiche che avevano dato vita nell'ottobre 1918 all'esperimento repubblicano noto come «rivoluzione dei crisantemi» e concepito appositamente per salvarli, mentre la protesta sociale cresceva e si rafforzava ogni giorno di più. I socialdemocratici, già puntello essenziale dell'esperienza legata al nome del conte Károlyi, svoltarono allora «a sinistra» e si rivolsero ai rivoluzionari guidati da Béla Kun, da poco raccolti in un'organizzazione indipendente. Incautamente il partito comunista accettò l'offerta dei socialdemocratici negli ultimi giorni del marzo 1919 e realizzò un'unificazione dei due partiti operai, nell'illusione che di punto in bianco i riformisti avessero abbandonato il loro ruolo contrario agli interessi dei lavoratori...