Altralinea Edizioni Libri
Libri editi da Altralinea Edizioni Gruppi sociali
La terza età De Fusco Renato - Altralinea Edizioni, 2016
«Si tratta di un racconto nella linea del sensus communis, redatto da un vecchio professore, noto per le sue storie delle arti, della critica e dei rapporti umani, volto a comunicare esperienze di vita e forse un vena di ironico ottimismo». Per l'allungarsi della vita il numero degli anziani supera quello dei giovani. Muovendo da questo fenomeno, che cambia l'intero quadro socio-culturale, in questa serie di riflessioni mi propongo di illustrare i problemi degli anziani, non quelli delle "cose pratiche" (le indispensabili cure mediche, tutti i consigli sulle diete, i comportamenti da seguire e simili) bensì quelli delle "cose inutili" (i pensieri, i sentimenti, la cultura, i ricordi, le attese) e tuttavia altrettanto vitali; insomma ciò che ogni giorno occupa la mente di chi ha superato una certa età (tutta da definire) e come questi si rapporta con le tre dimensioni del tempo: il passato, il presente e il futuro. (Renato de Fusco)
Inarrivabili, le femmine? Vicissitudini di un incontro difficile. Ediz. illustrata Poggiali Alessandro - Altralinea Edizioni, 2026
«Ci sono questioni ardue dietro la scorza maschile, ovvero dietro la dipintura di maschera in cui essa ama comparire. Dura, forte, inscalfibile e indefettibile - questo per dirla col massimo delle iperboli in cui non pochi, in cuor loro, si tengono ancora, sedotti dalla rappresentazione della patriarcalità a cui, come a un santino benedicente, si rivolgono a esorcizzare lo smottamento inesorabile di quelle supposte virtù d'antan. Ma quelle virtù - quella virtus virile - nascondevano una dipendenza totale dalle femmine [...] salvanti e tutelanti nei secoli le loro nascoste fragilità: madri, mogli, figlie, amanti, nonne, prostitute, sacerdotesse [...]. Tutte loro, che non hanno mai avuto accesso neppure al riconoscimento tramite la possibile costruzione di una parola, muliertus, mai proferita o pensata, indisponibile, interdetta a potersi dire per la sua impossibile, scandalosa simmetria con virtus.» [AP]