Andromeda Libri
Libri editi da Andromeda Cristianesimo
Percorsi di fede e di devozione nell'Alto Reno. In cammino alla ricerca dei luoghi della fede e della devozione popolare lungo l'alta valle del Reno: verginine, oratori, cappelle, chiese e santuari Mellini Romano Ferroni Sergio - Andromeda, 2020 - Senza Radici Non Si Vola
"Ho accolto con interesse, curiosità e un pizzico di fierezza questa pubblicazione, perché essa presenta un importante tesoro presente nel nostro territorio: si tratta di numerosissimi e variegati luoghi e segni di fede, di culto, di devozione cristiana che impreziosiscono come gemme l'ambiente già naturalisticamente incantevole delle nostre colline e montagne. Dopo undici anni di vita e di ministero nelle cinque parrocchie del territorio di Granaglione, in cui ho visto e rivisto tante volte chiese, santuari, oratori, verginine, edicole, devo dire che non mi sono per nulla stancato, e che sono cresciute in nell'ammirazione e la gratitudine verso questo patrimonio e verso chi lo ha voluto e conservato. Quest'opuscolo mi permette di andare oltre, cioè di conoscere meglio la storia di questo patrimonio."
Qohèlet. Parole di verità Momentè Stefano - Andromeda, 2009 - Labirinti
Collocato tra i ketuvim (gli scritti), Qohèlet, assieme a Giobbe, è il più moderno e interessante fra i sapienziali biblici. Il termine ebraico Qohèlet deriva dal participio passato del verbo qahal, che significa convocare, adunare, riunire in assemblea. Qohèlet indica colui o colei che convoca l'assemblea. In greco è stato tradotto con ekklesiastès (da ekklesia, assemblea appunto), Plutarco usò però questo termine in modo duplice per indicare sia l'atteggiamento di Qohèlet quando si interroga in qualità di maestro che quando si risponde come spettatore. Per gli ebrei Qohèlet è più di un libro, è una Meghillà, un rotolo, un volume da srotolare e da comprendere. Durante il Sukkot, la festa delle capanne, in cui si ringrazia l'altissimo per il raccolto e si ricorda il lungo cammino del popolo ebraico attraverso il deserto, la lettura del Qohèlet invita a godere dei doni ricevuti senza dimenticare da chi arrivano. Una versione, quella di Momentè, forse meno poetica di quel che ci si potrebbe aspettare, ma che cerca di attenersi il più strettamente possibile al testo originale.