Aragno Libri
Libri editi da Aragno Teoria della letteratura
Dai metodi ai testi. Varianti, personaggi, narrazioni Segre Cesare - Aragno, 2008 - Biblioteca Aragno
Il volume, che raccoglie alcuni prodotti del lavoro recente dell'autore, inizia esponendo le principali problematiche della filologia e della linguistica del Novecento, tramite monografie su studiosi tra i maggiori dell'epoca, come Rajna, Debenedetti e Contini da una parte, Terracini, Jakobson e Benveniste dall'altra. Una grande avventura intellettuale, che continua ad essere al centro delle riflessioni. La seconda parte è dedicata a quella corrente della critica che ha dato tra noi i risultati più brillanti, cioè l'analisi delle varianti d'autore, di cui si fa la storia a partire dal Cinquecento, con un'esemplificazione su testi di Petrarca e Ariosto, che acquisisce aperture nuove nella pratica di analisi dei testi. Vengono poi (parte terza) studi su problemi particolari, che ci portano alle origini della lirica romanza, agli sviluppi dell'epica (nella scia della Chanson de Roland e della sua diffusione in Provenza), e al grande romanzo di Tristano e Isotta, visto in aspetti inattesi e rivelatori (la funzione dell'eroe romanzesco, la presenza sinora trascurata della comicità). Infine, una quarta parte valorizza il romanzo di Tommaso III di Saluzzo, e rilegge col suo aiuto malizioso, non privo di presentimenti psicoanalitici, la famosa novella boccacciana di Gualtieri di Saluzzo (Dec. X, 10). Si verifica ancora una volta che la ricerca sul campo, munita di strumenti linguistici, stilistici, ecdotici, si nutre di una riflessione ad ampio raggio sui principi teorici.
Tiro libero Davico Bonino Guido - Aragno, 2009 - Biblioteca Aragno
Cedendo al cordiale invito del suo editore, Guido Davico Bonino ha acconsentito a render pubblico questo "diarietto invecchiando", nel cinquantenario del suo praticantato letterario (del 1960 sono infatti le sue prime note critiche su Calvino, Montale, Ungaretti). Pur nella dispersività degli appunti di lettura, tre sono sostanzialmente le linee di riflessione di questo polemico "giornale letterario": lo scadimento dell'insegnamento universitario delle discipline umanistiche, dimentico dei metodi, svilito nei contenuti, inquinato dalla maldicenza; la superficialità della critica letteraria militante, cinicamente manovriera, ostinatamente maniaca o baldanzosamente mattacchiona; l'anonimo grigiore della giovane narrativa "ombelicale", abbarbicata ai propri "idoli" (carriera, denaro, sesso). Se un approdo c'è al di là di questi bersagli polemici, è nell'appassionata e strenua difesa di un'assidua preparazione e di una competenza approfondita nell'esercizio dell'attività letteraria, a dispetto della sfrontatezza dell'editoria dei manager, che hanno scambiato una collana di libri per una catena di montaggio, o dello sterile esibizionismo delle istituzioni letterarie, come i veteromondani premi pubblici e privati, o i neopopulisti festival di cultura.