Armando Editore Libri
Libri editi da Armando Editore Industrie dei media, dell'informazione e della comunicazione
Fabschool. La pedagogia creativa modello «Maker» a scuola Ferracane Martina - Armando Editore, 2024
Quali prospettive apre l'introduzione di percorsi laboratoriali creativi modello 'maker' nei processi di apprendimento di bambini e ragazzi? Qual è l'impatto del "modello fablab" sulla crescita degli studenti che lo sperimentano? I fabschool sono luoghi fisici di apprendimento non formale per docenti e studenti attrezzati con macchinari di fabbricazione digitali come stampanti 3D e kit di programmazione. Questi laboratori sono stati sviluppati all'interno di istituti scolastici di diverse province italiane grazie a un progetto di fondazione Edulife con il sostegno di fondazione Cariverona e con il coinvolgimento attivo di partner territoriali. Si tratta di spazi collaborativi dove sperimentare nuove tecnologie e accrescere competenze digitali e non-cognitive con attività laboratoriali che utilizzano un approccio pedagogico creativo basato sul 'learning-by-doing', la 'peer education', il gioco e l'orientamento. Il volume presenta una sintesi della valutazione d'impatto delle attività dei fabschool, con particolare attenzione allo sviluppo di competenze stem e non-cognitive.
La fine della pubblicità. Le nuove tecniche e le strategie pubblicitarie Zyman Sergio Brott Armin A. - Armando Editore, 2005
La fine della pubblicità. Le nuove tecniche e le strategie pubblicitarie - Armando Editore
L'arte di stampare con ricchezza, eleganza e sapienza Comenio Giovanni A. Stio R. (Cur.) - Armando Editore, 2003 - Cultura E Società
Il "Typographeum vivum" di Comenio, il grande maestro della "Didactica viva", ha per oggetto il tema della stampa a caratteri mobili, importante innovazione tecnologica capace di consentire l'attuazione pratica di un'educazione "per tutti e per ognuno". Essa rappresenta l'archetipo dell'interesse pedagogico verso quelle che oggi chiamiamo "tecnologie del pensiero". L'arte tipografica "vivente", descritta dallo studioso moravo, diventa emblema della "forma buona" della didattica, della quale resta garante l'insegnante con la sua capacità di mediare tra istanze educative, natura umana e tecnologia. L'opera offre la possibilità di misurarsi con il tema delle tecnologie applicate ai processi educativi, colto nelle sue origini più antiche.