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Il corpo di Napoli. Organizzazione culturale dello spazio naturale Lepore Daniela - Artem, 2023 - Architettura
Può accadere che una 'tesi di laurea' sia più densa di significati, di intuizioni, di visioni, di passioni, di tanti 'studi magistrali' accademici. Daniela Lepore non poteva iniziare la sua vita di studiosa se non indagando l'anima della città che aveva dentro, le metamorfosi di Partenope, le incarnazioni, le mitografie, il respiro di lunga durata di identità sedimentate nel dialogo mai lineare con una 'modernità' in cerca di orizzonti plausibili. La sua 'tesi di laurea' merita ancora di essere letta, per brani, come si esplorano le miniere, armati solo di curiosità e volontà di partecipazione al grande teatro della vita che prende forma, ogni giorno, nel "Corpo di Napoli". Quando, nel 1986, scrive Il corpo di Napoli Daniela Lepore [1958-2019] ha già vissuto una vita d'impegno civile e culturale: leader studentesca, militante femminista, attivista politica, cronista e intellettuale impegnata. Senza abbandonare quei fronti, inizia un percorso nuovo, nell'intento di cogliere i tratti essenziali del corpo materiale e simbolico di Napoli, l'ambiente elettivo della sua esperienza umana e sociale. Questa scelta deliberata impronta la sua vita accademica di ricercatrice e docente di urbanistica, perché, per lei, conoscenza e passione civile sono del tutto inscindibili. Su questi fondamenti si sviluppa una vita dove il lavoro accademico si integra con quello nei quartieri, da Bagnoli a Scampia, con gli scritti, con le polemiche urbanistiche e la militanza civile, coltivando inoltre un'attenzione costante a culture ed esperienze di altre città italiane ed europee. Dal 2002 al 2019 si dedica al primo corso di laurea in urbanistica della Federico II ed è forse questa la sua 'opera maggiore': aver formato una comunità di persone appassionate alla conoscenza e alla vita della città e dei suoi abitanti.
Essere donna nell'antica Pompei Ghedini Francesca Salvadori Monica - Artem, 2025 - Archeologia
Una indagine a tutto tondo sulla condizione femminile nel mondo antico attraverso lo specchio di Pompei, dai vertici della società civile alla folla variegata di humiliores che, negli ultimi anni, hanno riconquistato la scena nelle ricerche sul campo sulla città sepolta: ingenue [donne libere], liberte, schiave, nella funzione di mogli, figlie, concubine, nelle diverse fasi della vita, dalla nascita, alla infanzia, al matrimonio, alla maternità, alla morte. Grazie alla combinazione di tutti i registri narrativi a disposizione - iscrizioni e graffiti, statue, rilievi e affreschi, oggetti d'uso e gioielli - emerge con chiarezza la centralità dell'universo femminile nella civiltà romana: dalle attività di grande rilievo sociale, economico, religioso, che impegnavano le matrone di alto lignaggio e le liberte arricchite, ai mestieri quotidiani alimentati da libere e schiave [filatrici e tessitrici, ostesse, venditrici, panificatrici, mediche, fattucchiere, prostitute ...]. Catalogo della mostra organizzata dal Parco archeologico di Pompei dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026. Prosegue l'impegno di ricerca e divulgazione del Parco finalizzata a "tirare fuori le persone e le loro storie" dalla città sepolta, già avviata da "L'altra Pompei. Vite comuni all'ombra del Vesuvio".