Audino Libri

Libri editi da Audino Governo locale

LIBRO   9788875272692

Per fare il sindaco. Idee, storie e strumenti Castellani Valentino  Bagnasco Matteo   -  Audino, 2014  -  La Buona Politica

Valentino Castellani è stato uno dei protagonisti di una stagione in cui i sindaci hanno svolto un ruolo centrale per il rinnovamento del Paese. Stimolato dalle domande e dalle riflessioni di Matteo Bagnasco, in questo libro fa emergere il racconto di un mestiere ricco e appassionante ma impegnativo dal punto di vista umano e professionale. Attraverso testimonianze che arrivano dalla storia di Castellani ma che chiamano in causa anche altre esperienze, il dialogo affronta i seguenti temi: come si costruisce un programma di governo, quali sono i collaboratori più importanti nella squadra, perché un sindaco deve saper guardare ben oltre i confini della propria città, come relazionarsi con i poteri della città, quale forme di partecipazione dei cittadini e della cosiddetta "società civile" sono possibili, come riuscire a vivere ancora una propria dimensione privata. Un libro che vuole raccontare il mestiere del sindaco: quali tecniche e strategie bisogna imparare a conoscere o, meglio, quali ferri del mestiere è necessario imparare a maneggiare, quale la cassetta degli attrezzi a disposizione, quali le insidie più pericolose, quali gli inciampi più frequenti, quali le prove a cui irrinunciabilmente si è sottoposti, anche da un punto di vista umano ed emotivo. Un libro rivolto a quanti (tutti) un sindaco ce l'hanno e vogliono provare a capirci di più, ad avvicinarsi al suo mondo; ma anche, perché no, a chi in cuor suo vuole farlo il sindaco, che sia di una grande città o di un paesino.

€ 15.00
LIBRO   9788875272357

Una città aperta Borgna Gianni   -  Audino, 2013  -  La Buona Politica

Quindici anni di grandi trasformazioni culturali avvenute a Roma sotto la direzione di Gianni Borgna, assessore alla Cultura durante le giunte di Rutelli e Veltroni. Cos'era Roma prima del 1993, anno in cui si insediò la giunta Rutelli? Dopo le iniziative genialmente "effimere" di Renato Nicolini l'inventore dell'Estate romana, imitata da tutte le città italiane -, Roma, tornata alle giunte centriste e sprofondata nel commissariamento, era diventata una città amorfa incapace di promuovere cultura. La nuova giunta di centro-sinistra dà vita a strutture culturali necessarie e soprattutto permanenti. Dal progetto dell'Auditorium di Renzo Piano al sistema bibliotecario e museale alla creazione di spazi espositivi come le Scuderie del Quirinale, il MACRO, il nuovo Palazzo delle Esposizioni, il MAXXI. E poi i teatri di cintura nelle periferie, la Notte bianca, la Festa della Musica e quella del Cinema: Roma tornò a essere una città aperta al resto d'Europa e al mondo. Si parlò di "modello Roma" e di "new roman renaissance". Il racconto appassionato di questa lunga esperienza di governo dimostra come è possibile fare politica culturale in una grande città coinvolgendo tutti i cittadini e facendo del lavoro culturale un potente motore di sviluppo economico. Borgna nelle sue conclusioni prova poi a indicare dieci nuovi obiettivi da perseguire, per riprendere il cammino interrotto dopo la pausa della giunta di centro-destra di questi anni. Prefazione di Bertrand Delanoë.

€ 10.00
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LIBRO   9788875272241

La città che non c'era. Un racconto molto personale del processo che ha rilanciato l'immagine e lo sviluppo di Torino Alfieri Fiorenzo  Della Casa Steve   -  Audino, 2012  -  La Buona Politica

Chi torna a Torino dopo tanto tempo quasi non la riconosce più. Chi non c'era mai stato la considera una delle città più belle e vivibili d'Europa. Che cosa è successo? Ce lo raccontano due dei protagonisti di una metamorfosi che non si è verificata in nessun'altra città italiana. Il racconto ha inizio a partire dalla Torino operaia degli anni Settanta e si snoda fino ad arrivare alla Torino delle Olimpiadi e dei 150 anni dell'Unità d'Italia, quando tutto il mondo finalmente può conoscere una città diversa, elegante, capace di usare la cultura come un grande strumento di attrazione. Un filo rosso che unisce la Torino di Novelli, di Castellani e di Chiamparino, con al centro la volontà dei Torinesi di non accettare un declino che sembrava inevitabile. Il simbolo di quella volontà è il Piano strategico che il Comune nel 1998 propose di redigere in modo partecipato. Ne derivò una "narrazione" condivisa di un futuro possibile, in cui la novità più eclatante consisteva nella centralità assegnata alla cultura. Il "caso Torino" dimostra infatti, in modo lampante, che è sbagliato considerare la cultura un lusso da "tempi di vacche grasse". È la cultura la sola capace di produrre contestualmente bellezza e ricchezza. Ma questo è possibile solo se le iniziative culturali sono inquadrate in una strategia di sviluppo complessivo che dia loro giustificazioni e prospettive. Quello che è avvenuto a Torino potrebbe avvenire in ogni città italiana.

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