Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
Il Gufo bruno: una fiaba. Ediz. multilingue Ford Ford Madox Sasso E. (Cur.) - Biblion, 2025 - Universale
The Brown Owl, la prima opera scritta da Ford, uscita nel settembre del 1891, è un risultato notevole per essere un'opera giovanile. Nata come una storia raccontata a voce alla sorella Juliet, che in quell'anno aveva dieci anni, The Brown Owl fu in seguito trascritta da Ford, il quale la mostrò a suo nonno, il pittore preraffaellita Ford Madox Brown. Quest'ultimo ne fu così entusiasta che realizzò immediatamente due illustrazioni, costringendo Edward Garnett a farla pubblicare da Fisher Unwin per poi spedire copie a tutti i suoi amici. L'Inghilterra tardo-vittoriana era l'epoca d'oro delle fiabe letterarie (qui si pensi a Alice di Carroll e a The Princess and the Goblin di MacDonald). All'epoca, la distinzione tra letteratura per adulti e per ragazzi era meno rigida di quanto non sia oggi, e scrittori come Dickens, Thackeray, Wilde e Christina Rossetti scrivevano tutti storie fiabesche. Nella nota introduttiva a Christina's Fairy Book (1949), Ford scrisse: "Da bambino vedevo lupi e demoni: riesco ancora a sentire parte delle agonie che provavo allora. Ho voluto risparmiare alle mie figlie alcune di quelle paure, popolando le loro ombre di piccoli esseri amichevoli..."
Donna. L'ottava notte Gogol' Nikolaj Scarcia G. (Cur.) - Biblion, 2011 - Universale
Donna. L'ottava notte - Biblion
La caccia allo Slualo. Un'agonia in otto sc-atti. Testo inglese a fronte Carroll Lewis Pedrazzi P. (Cur.) - Biblion, 2011 - Universale
Senz'altro insolito tra i lavori di Lewis Carroll, per forma metrica e natura, il poemetto eroicomico "La caccia allo Slualo" (1876) - con "Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio" - si colloca nello stesso alveo della produzione nonsense dello scrittore britannico. Qui Carroll ha voluto rappresentare l'affannosa ricerca che si intraprende quotidianamente per "spiegare", per tentare di dare un nome all'inconoscibile, un senso alle sue manifestazioni nella lingua e nella logica, insomma per cercare di dare un volto allo "Snark", l'animale dall'ingegnoso nome coniato dall'autore, a metà fra Shark (squalo) e Snake (serpente), o forse Snail (lumaca). La caccia al fantastico essere, per la quale Carroll arruola un'improbabile ciurma fatta di personaggi-mestiere, alter ego e animali simbolici, diviene, allora, la rappresentazione della tensione dell'intelletto umano che si spinge alla ricerca di un senso. La nuova traduzione in endecasillabi rende la complessità del testo, in originale a fronte; illustrazioni tratte dalla prima edizione dell'opera (1876).