Biblioteca Clueb Libri
Libri editi da Biblioteca Clueb Storia militare
L'ultima seduta del gran consiglio del fascismo Pellegrini Francesco - Biblioteca Clueb, 2021 - Saggi
Quando sono da poco passate le ore 17 del 24 luglio 1943, mentre la guerra infuria e la Sicilia sta per capitolare, Benito Mussolini entra a Palazzo Venezia per dare inizio all'ultima decisiva riunione del Gran consiglio. Ancora non sa che quelle sono le sue ultime ore da Capo del Governo. All'alba del 25 luglio la maggioranza del Gran consiglio, dopo un lungo e serrato dibattito, approva l'ordine del giorno proposto da Dino Grandi. Si conclude così una delle giornate più importanti e drammatiche della storia d'Italia, decretando di fatto la fine del fascismo. Per ordine di Mussolini, durante la seduta nessun verbale ufficiale fu redatto. Diversi protagonisti di quella notte vergarono comunque personali ricostruzioni di quanto accaduto. Questo libro, attraverso uno scrupoloso lavoro di analisi e il confronto delle numerose testimonianze e fonti disponibili si propone di offrire al lettore una integrale e dettagliata ricostruzione critica di ciò che i gerarchi e Mussolini dissero durante quell'ultimo fatidico incontro.
Morire lontano da casa. L'esperienza dei combattenti fascisti nella guerra di Spagna Muñoz Soro Javier - Biblioteca Clueb, 2025 - Passato Futuro
Questo libro si sarebbe potuto intitolare Uccidere lontano da casa, perché l'atto caratteristico degli uomini in guerra non è morire, ma uccidere, ed è per questo che quelle migliaia di soldati italiani, più o meno costretti ad una guerra di aggressione, andarono nella Spagna Fascista. S'intitola invece morire lontano da casa perché l'analisi si concentra su una soggettività culturalmente e storicamente mediata, una rete di sentimenti, emozioni, motivazioni e aspettative spesso frustrate. Nell'esperienza intensamente spersonalizzante della guerra, l'identità del singolo resiste grazie alla scrittura, unico ponte diretto tra il fronte e gli affetti delle retrovie, ultimo rifugio in una situazione ostile e precaria, valvola di sfogo al dolore e alla paura, perché solo l'atto di scrivere libera gli individui dalla tirannia del presente.