Biblohaus Libri
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Donne bibliofile italiane Fumagalli Giuseppe Doucé H. (Cur.) - Biblohaus, 2015
Donne bibliofile italiane di Giuseppe Fumagalli è stato il primo, pionieristico lavoro italiano incentrato su un argomento ancora oggi trascurato dagli studi (pochi per la verità) dedicati alla storia culturale della bibliofilia. Un vero peccato perché le donne, dalla tipografia all'editoria, dalla rilegatura alla bibliofilia appunto, sono state una presenza vigile e costante, protagoniste abili nei tanti mestieri del libro dal Rinascimento ad oggi. Questo breve saggio di Fumagalli del 1926, ristampato ora per la prima volta in un volume a sé, non ha perso nulla della sua attualità, testimoniando la curiosità intellettuale di uno dei grandi bibliografi del Novecento, non solo italiano. Questa ristampa vuole essere in fondo anche un piccolo tardivo omaggio a questo studioso dimenticato. Henriette Doucé.
Istruzioni per allestire una biblioteca Naudé Gabriel Gatta M. (Cur.) - Biblohaus, 2012
Istruzioni per allestire una biblioteca - Biblohaus
Collezionismo e bibliofilia a Napoli tra Sette e Ottocento: un ritratto epistolare Trombetta Vincenzo Gatta M. (Cur.) - Biblohaus, 2020
«Il volume, attraverso materiali editi e inediti, ricostruisce il fitto intreccio epistolare intrattenuto da Angelo Maria D'Elci con Luigi Serra duca di Cassano e Francesco Taccone marchese di Sitizano. La rilettura critica delle corrispondenze erudite consente di delineare un efficace ritratto del collezionismo librario, specificamente rivolto ai preziosi esemplari dell'età incunabolistica, fiorito a Napoli tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento. Il testo di queste lettere, oggi decisamente dimenticate (e qui sta il merito di questa riedizione) stupì già i primi lettori, a cominciare dal loro editore, l'erudito calabrese Vito Capialbi, mentre una selezione di epistole venne proposta in francese nel 1855 da Pierre Gustave Brunet. I diversi temi trattati da D'Elci derivano dall'esperienza diretta della sua attività collezionistica, ma filtrata e arricchita dalla conoscenza del mondo dei librai e, in particolar modo, da quella della lettura assidua e attenta dei cataloghi di vendita con le loro minute osservazioni. Superando la prevenzione che ha circondato in questi ultimi anni l'attività dei librai d'antiquariato occorre rivalutare proprio la "bibliografia dei librai", le loro precise conoscenze bibliologiche e storiche. Questa è una prospettiva cui le nostre ricerche dovranno sempre più aprirsi nei prossimi anni, e per questo occorre essere grati a chi ha voluto riproporre queste preziose pagine.» (dalla Premessa di Edoardo Barbieri)