Bocconi University Press Libri
Libri editi da Bocconi University Press Relazioni internazionali
L'era della non-pace. Perché la connettività porta al conflitto Leonard Mark - Bocconi University Press, 2023 - Bup Frontiere
La distinzione tra guerra e pace si è rotta. Viviamo in una zona di confine grigia: un mondo instabile, incline alle crisi, in perenne competizione e con attacchi infiniti tra potenze concorrenti. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia è solo l'ennesima conferma di questa tesi. Un'analisi originale del precipizio economico e politico in cui si trovano l'Europa e il mondo. Un nuovo vocabolario per comprendere le relazioni globali di oggi. Pensavamo che connettere il mondo avrebbe portato una pace duratura. Invece l'effetto è che ce ne stiamo allontanando. Nei tre decenni seguiti alla fine della Guerra Fredda i leader mondiali hanno integrato l'economia, i trasporti e le comunicazioni del mondo, abbattendo i confini nella speranza di rendere impossibile la guerra. Così facendo, hanno involontariamente creato un formidabile arsenale di armi per nuovi tipi di conflitto e la motivazione per continuare a combattere. Le crescenti tensioni nella politica globale non sono un ostacolo sulla strada, ma parte stessa della pavimentazione. Voce autorevole e di spicco nel campo delle relazioni internazionali, Mark Leonard è entrato nelle stanze in cui si decide il nostro futuro, a ogni livello della società: dal quartier generale di Facebook e dai laboratori di riconoscimento facciale in Cina alle riunioni nei palazzi presidenziali e nelle installazioni militari più remote. Cercando di capire in che modo la globalizzazione ha infranto la sua promessa fondamentale di rendere il nostro mondo più sicuro e più prospero, Leonard esplora come potremmo strappare un futuro più speranzoso per quest'epoca di non pace. Prefazione di Marta Dassù.
Jean Monnet aveva ragione? Costruire l'Europa in tempi di crisi Buti Marco - Bocconi University Press, 2023 - Bocconi University Press
«Ricostruire meglio» dopo la pandemia e la guerra richiederà decisioni politiche coraggiose, basate su un'analisi solida, una sicura competenza istituzionale e l'esprit de finesse che sono sempre necessari nel gioco di coordinamento dell'Unione europea. È questa una delle conclusioni di Marco Buti, uno dei pochissimi policy maker europei e internazionali ad aver attraversato nel suo ruolo istituzionale le tre crisi che hanno colpito l'Europa negli ultimi quindici anni: la crisi finanziaria e del debito sovrano, la crisi pandemica e la crisi causata dalla guerra di aggressione della Russia. E se Jean Monnet, uno dei padri dell'Unione europea, affermava che l'Europa sarà forgiata nelle crisi e sarà il risultato delle risposte a tali crisi, Buti sostiene che le politiche europee devono soddisfare il «test di compatibilità di Jean Monnet», ovvero ottemperare con scelte coerenti sul piano economico, istituzionale e politico. Ne emerge una nuova bussola che aiuta a comprendere le strategie di politica economica dell'Unione e delinea nell'offerta di beni pubblici europei la chiave di volta per favorire la doppia transizione verde e digitale, combattere il rischio di stagflazione e aumentare il peso dell'Europa nella governance mondiale. Abbassare il «tasso di sconto» politico dei policy maker nazionali è la conditio sine qua non per portare a termine un simile compito e superare il test con successo. Prefazione di Ignazio Visco. Postfazione di Mario Monti.
Terre rare. La Cina e la geopolitica dei minerali strategici Kalantzakos Sophia - Bocconi University Press, 2025 - Frontiere
Le terre rare rappresentano oggi risorse vitali per la produzione di un'ampia varietà di applicazioni high-tech, green e per la difesa: dall'iPhone alle tecnologie mediche più avanzate, dalle turbine eoliche ai sottomarini. Più ancora che rare, sono difficili e costose da estrarre. A partire dagli anni Novanta la Cina è riuscita a ottenere il controllo di circa il 97 per cento dell'industria delle terre rare attraverso una produzione a basso costo, alti dazi sulle esportazioni e limitazioni artificiali dell'offerta. Ma le terre rare - e il monopolio cinese su di esse - sono giunte al centro dell'attenzione internazionale solo dopo che la Cina ha «ufficiosamente» bloccato le esportazioni verso Giappone, Stati Uniti ed Europa. Anche se è stata costretta a rimuovere le restrizioni, ancora oggi la Cina detiene il controllo su questi elementi così critici per gli interessi economici e di sicurezza degli USA e dei suoi alleati. Più di una semplice disputa commerciale, la crisi delle terre rare deve essere vista come una parte del più ampio discorso dei rapporti di forza globali. L'incapacità di Stati Uniti ed Europa di mettere in atto politiche volte all'approvvigionamento futuro e di trovare una soluzione sostenibile per la produzione di terre rare al di fuori della Cina indica che la competizione sulle risorse è destinata a perdurare.