Bonanno Libri
Libri editi da Bonanno Geopolitica
Geopolitica dello stato e processi rivoluzionari Anzera Giuseppe - Bonanno, 2011 - Tracciati Sociologici
I recenti avvenimenti in Nordafrica e in Medio Oriente hanno riacceso l'interesse di studiosi e analisti per il rapporto tra condizioni sociopolitiche da un lato e collasso delle istituzioni governative dall'altro. A partire dalla metà degli anni Settanta alcuni autori iniziarono a sviluppare una tipologia di analisi delle dinamiche statuali impiegando congiuntamente strumenti sociologici e principi della geopolitica, sviluppando un approccio basato sulla continua influenza reciproca tra le dinamiche interne degli stati e il mutamento del contesto internazionale. Tre autori in particolare, Randall Collins, Theda Skocpol e Jack Goldstone sono riusciti a sviluppare dei modelli interpretativi particolarmente efficaci nell'interpretare i processi del contesto internazionale posteriore alla Guerra Fredda. I loro impianti di analisi, oggetto primario del presente lavoro, hanno mostrato la loro validità previsionale rispetto ad una vasta gamma di eventi, dal crollo dell'Unione Sovietica ai conflitti etnonazionalistici, per arrivare alle recenti mobilitazioni antisultanistiche nel mondo arabo.
Media diplomacy e narrazioni strategiche. Autorappresentazione dello Stato e attuazione della politica estera in rete Anzera Giuseppe Massa Alessandra - Bonanno, 2017 - Cultura, Società E Ricerca
Gli stati sovrani, nel contesto contemporaneo, si trovano a dover gestire la costruzione della propria immagine per definire il proprio ruolo e le proprie aspirazioni. Nella rinuncia a una politica "statocentrica", a fronte del moltiplicarsi dei centri di potere e dei sensi di appartenenza individuali, diventa importante il racconto delle stesse strategie politiche messe in atto: se la comunicazione è una forma di potere, la comunicazione in rete diventa, allora, un modo per conquistare le sfere pubbliche transnazionali, costruite attraverso reti di mutua affinità, e solidificare le proprie narrazioni strategiche. Attraverso di esse, si cerca pertanto di spiegare il racconto degli affari internazionali e delle politiche estere al fine di proporre una visione del mondo, un'interpretazione causale, una soluzione consona ai propri mezzi e alle proprie capacità; si tratta, in sintesi, di determinare politicamente quali frame condizioneranno la propria posizione nell'ambiente internazionale. Allo stesso tempo, i temi della media diplomacy e della narrazione strategica consentono di recuperare quanto è stato definito come nationbranding: nel sovraffollato ambiente competitivo internazionale, non si vendono soltanto prodotti e idee di politica estera, ma si deve gestire l'identità, la lealtà e la reputazione presso cittadini globalizzati. Il branding, allora, è uno strumento di imposizione di un frame alla nazione, determinando nuove regole di appartenenza e identità. In una sorta di stereotipizzazione auto-inflitta, gli stati si definiscono attraverso la selezione di caratteristiche "accettabili", non divisive, costruite su una differenziazione non sciovinista che tuttavia è tale solo quando può aderire a modelli di consumo. Lo scopo di questo lavoro è di spiegare quali impostazioni politiche e comunicative supportino la realtà della media diplomacy attuale e di analizzare in profondità la strutturazione delle narrazioni strategiche, partendo dall'evoluzione del soft power, ovvero il social power, per arrivare a ridefinire le caratteristiche della diplomazia digitale contemporanea.
Sulla patria e la nazione Ossowski Stanislaw Kaczynski G. J. (Cur.) - Bonanno, 2015 - Tascabili Bonanno. Idee Sociali
Dopo eventi epocali di chiaro respiro comunitario, come la nascita dell'Unione Europea e la democratizzazione dei paesi del blocco comunista, iniziata nel 1989, assistiamo con apprensivo stupore alla nascita e allo sviluppo di diversi movimenti politici e sociali di aspirazione nazionale o nazionalista. Nonostante le apparenze, tuttavia, non è un paradosso perché alle grandi iniziative per una maggiore integrazione e cooperazione di diverse unità politiche, culturali, sociali ed economiche si sono sempre contrapposte forti iniziative centrifughe. E non sempre le legittimazioni avanzate da vari movimenti del genere sono deboli e prive di ragioni storiche, linguistiche, religiose, etniche e così via. Questo anche perché lo status quo delle configurazioni geopolitiche non corrisponde, in modo talvolta provocatorio, alle morfologie geoculturali ancorate nella memoria e nell'identità delle collettività regionali; basti pensare alla Scozia, alla Catalogna, ai Paesi Baschi, all'Irlanda del Nord, all'Ucraina.