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Libri editi da Book Time Cultura popolare
Consigli impertinenti per il vero intellettuale da salotto Mascheroni Luigi - Book Time, 2014 - Minimamoralia
Intellettuali non si nasce, ma si può diventare. Sempre che ciò abbia ancora una qualche utilità, ovviamente. Se la cultura, infatti, non serve a nulla, nel senso che non è serva di nessuno, l'intellettuale, che "ab origine" serve chiunque gli possa dare cariche e potere, in teoria serve ancora meno. Strano, dunque, che qualcuno ambisca esserlo. A suo modo, però, il titolo, peraltro spesso abusato, di intellettuale rimane ancora oggi uno status symbol: come possedere la collezione completa delle prime edizioni Sellerio dei libri di Camilleri. Una cosa assolutamente inutile, ma che dà un tono. Del resto, se c'è una professione che non necessita di specifiche competenze (un antico adagio recita: "Essendo tutti dotati di intelletto, tutti in fondo siamo intellettuali"), gode di orari di lavoro particolarmente flessibili (da cui la nota espressione: "Ma che cazzo fa realmente l'intellettuale?!"), garantisce più di qualsiasi altro mestiere un'alta mobilità interna (quanti intellettuali si sono comodamente riciclati...) e che soprattutto, nonostante il passare degli anni, non annoia mai (perché il vero intellettuale è sempre impegnato, o meglio, alla francese, engagé), be', quella è proprio la professione dell'uomo di pensiero.
Milano by night. Quando lo spogliarello era un'arte Focarete Michele - Book Time, 2017 - Saggi
A inizio estate l'addio. Il sipario del leggendario simbolo delle notti leggere milanesi calò per sempre. Con malinconia. Lo storico tempio dell'avanspettacolo, della rivista e dello spogliarello, chiuse. Il teatro Smeraldo, dopo quarantacinque anni, abbassava per sempre il tendone di velluto rosso, congedandosi quasi in sordina dal suo pubblico, dai suoi artisti, da Milano. Era il 1985 quando, con un nodo in gola, il conte Gianfranco Longoni, proprietario del locale, lo annunciò: «Lo facciamo alla chetichella, ma non c'è più niente da fare: il malato è troppo grave e ogni tentativo per cercare di rimetterlo in sesto si è rivelato vano». Michele Focarete ripercorre, con un velo di nostalgia, con immagini e foto d'epoca, la Milano degli anni del dopoguerra, la Milano dei teatri, delle ugole d'oro, dei vari Adriano Celentano e Rita Pavone, ma anche la Milano dei night. Dallo Smeraldo al teatro Alle Maschere si faceva sempre più largo quel pizzico di proibito prima riservato a pochi. Un mondo ricco di fascino e seduzione, bollicine e pupe tramontato con la nascita delle discoteche. Con interventi di Armando Torno e postfazione di Rinaldo Gianola.
Milano: il linguaggio degli anni Sessanta Tellaroli Luciano - Book Time, 2012 - Saggi
Il libro nasce dall'omonima rassegna svoltasi al Circolo Filologico Milanese nel primo semestre 2010. 18 incontri in qualche modo memorabili che inducono riflessioni sulla straordinaria densità creativa degli anni Sessanta di Milano che la posero ai vertici dell'alta Cultura internazionale. Un'esplorazione interdisciplinare unica, analitica per la dovizia di personaggi e luoghi, ma sempre tesa alla ricerca delle ragioni profonde che resero possibile quell'assoluta eccellenza. Tra le tematiche affrontate: filosofia, spettacolo, cinema, architettura, musica, politica, scienza, arte, sport.