C P Adver Effigi Libri
Libri editi da C P Adver Effigi Palazzi, ville, case di campagna
Palazzo Sforza Cesarini a Santa Fiora. Ediz. illustrata Benocci Carla - C&P Adver Effigi, 2016 - Biblioteca Della Contea Di S. Fiora
"(...) Il palazzo dimora degli Sforza, testimonia in maniera evidente caratteristiche singolari nel territorio italiano e soprattutto in una posizione isolata come la montagna amiatina. Non si tratta infatti solo della dimora prestigiosa di una famiglia inserita tra le grandi casate europee: è il luogo dove la Comunità ha accesso per colloqui con i duchiconti in una forma più familiare e per manifestare direttamente specifiche esigenze. Davvero curioso è stato leggere della richiesta dei "giovani" santafioresi, nel '700, di utilizzare il salone del palazzo come teatro cittadino, richiesta accolta subito dai duchi, che poco dopo ristrutturano il palazzo stesso per ricavarvi un vero e proprio teatro (analogo al Teatro Argentina a Roma, finanziato dalla stessa famiglia). (...) La cittadina e il palazzo diventarono luoghi di attività politica di Lorenzo Sforza Cesarini e del figlio Francesco, che partecipavano con determinazione alle nuove istituzioni parlamentari dello Stato italiano subito dopo l'unità, in qualità di fautori di riforme progressiste e laiche, come dimostra anche la corrispondenza con Massimo d'Azeglio. Le alterne vicende economiche della casata si conclusero con il passaggio del palazzo, molto deteriorato, al Comune di Santa Fiora, che provvedè ad effettuarne il restauro. A partire dal 1985, il palazzo diventa sede del Comune." (Federico Balocchi, Sindaco di Santa Fiora).
Palazzo Stefanopoli-Porciatti. Un edificio patrizio a Grosseto Parisi Marcella - C&P Adver Effigi, 2008 - Microcosmi
Palazzo Stefanopoli-Porciatti. Un edificio patrizio a Grosseto - C&P Adver Effigi
La fabbrica del palazzo Riario a Castiglione d'Orcia. Persone mestieri lavori 1607-1610 Pistoi Marco - C&P Adver Effigi, 2016 - Microcosmi
"Dobbiamo apprezzare particolarmente il lavoro di Marco Pistoi, non solo per la ricomposizione di una vicenda architettonica, storica ed archeologica di un monumento a noi caro - sul quale si modella la nostra vita di abitanti e, alla fine, la percezione stessa dell'idea di storia e geografia -, ma per la connessione che si istituisce fra storia antica e moderna. Siamo, dunque, particolarmente grati all'autore, che ci mostra precisamente un aspetto delle relazioni che legano il presente a un passato che non ci è mai troppo lontano, o comunque mai estraneo. L'idea, infatti, che le attività economiche che danno senso alla nostra comunità o la caratterizzano, siano ancora fortemente (necessariamente) legate alla storia è un contributo fondamentale alla conoscenza del luogo e, nello stesso tempo, un invito alla ricerca e allo studio tout court. E di queste c'è oggi, particolarmente bisogno." (Dalla Prefazione).