Cantagalli Libri
Libri editi da Cantagalli Servizi e sistemi sanitari
Canale terminale Coletta Eleonora - Cantagalli, 2023 - Fuori Collana
Prendendo spunto da quanto accaduto all'Ospedale oncologico Moscati di Taranto, questo libro denuncia con coraggio, girone dopo girone, la realtà atroce e spaventosa della sanità italiana, spesso ormai percepita dai pazienti come un vero e proprio ostacolo alla propria sopravvivenza: mancanza di attrezzature mediche, cartelle cliniche inesistenti, terapie errate; sistemazioni improvvisate e precarie, reparti di fortuna, posti letto «arrangiati in locali che non avrebbero dovuto essere presi nemmeno in considerazione»; bagni inaccessibili o non funzionanti, pazienti abbandonati tra i loro stessi escrementi; parenti che non ricevono notizie dei loro cari per giorni; oggetti scomparsi, smarriti o rubati. Persone maltrattate psicologicamente, vessate, umiliate, private della propria dignità di malati. Pazienti sulla via della guarigione, improvvisamente morti a causa di infezioni ospedaliere, spesso antibiotico-resistenti. Un crudo spaccato di una malasanità tutta italiana di cui, ancora oggi, i cittadini sono vittime. Non un luogo di cura ma un vero e proprio "canale terminale", vite sospese, abbandonate su un binario morto.
La buona salute e i luoghi della cura Scola Angelo - Cantagalli, 2002
La buona salute e i luoghi della cura - Cantagalli
Dinamiche transculturali e soggettività di confine nei luoghi della cura Baldi Federica - Cantagalli, 2011
La presenza di nuove soggettività nei luoghi della cura, i pazienti immigrati, pone i servizi socio-sanitari di fronte al difficile compito di rispondere ai bisogni di persone provenienti da universi culturali e linguistici plurimi e differenziati. È opinione condivisa considerare la "distanza culturale" una variabile significativa per comprendere le complesse dinamiche di inclusione e di partecipazione dell'immigrato nei luoghi della cura e, più in generale, nel paese di accoglienza. Chi si accinge ad entrare in un rapporto terapeutico con i pazienti provenienti da altre culture, "depositari di una alterità" rispetto alla quale occorre riuscire a trovare strumenti di mediazione terapeutica e comunicativa è chiamato ad apprendere un nuovo habitus professionale e nuovi stili di assistenza, capaci di promuovere una nuova cultura educativa della mediazione nei luoghi di cura.