Carocci Libri
Libri editi da Carocci Diritto romano
Diritto e giurisprudenza in Roma antica Giachi Cristina Marotta Valerio - Carocci, 2021 - Aulamagna
Il volume propone un'accurata selezione dei più importanti elementi costitutivi dell'ordine giuridico di Roma antica. In un percorso diacronico - dall'età arcaica con i suoi sacerdoti-sapienti, i pontifices, fino all'ultima stagione creatrice della giurisprudenza nel III secolo d.C. -, il lettore potrà confrontarsi con le concrete condizioni di lavoro dei giuristi e, in particolare, con i processi d'elaborazione giurisprudenziale dei principali istituti del diritto privato romano.
Diritto e giurisprudenza in Roma Antica Giachi Cristina Marotta Valerio - Carocci, 2012 - Diritto E Politica
Questo libro intende proporre un'accurata selezione dei più importanti elementi costitutivi dell'ordine giuridico di Roma antica. In un percorso diacronico - dall'età arcaica fino al III secolo d.C. - il lettore potrà così confrontarsi con le concrete condizioni di lavoro dei giuristi e, in particolare, con i processi d'elaborazione giurisprudenziale dei principali istituti del diritto privato romano.
Il manoscritto ritrovato. Politica, religione e diritto al tempo di Giustiniano Licandro Orazio - Carocci, 2026 - Studi Storici Carocci
In un codice palinsesto del X secolo, conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, nel 1820 Angelo Mai scova alcuni fogli di un più antico manoscritto contenente un trattato del vi secolo. In forma dialogica, due personaggi, Menas e Thomas, appartenenti alla classe dirigente, probabilmente membri della squadra di commissari incaricata da Giustiniano di redigerne la compilazione, discutono della scienza politica e, confrontando la Kallipolis platonica con il De re publica di Cicerone, tracciano forme organizzative e di esercizio del potere di una basileia ideale. Il libro affronta un testo poco studiato ma prezioso condensato della cultura politica, giuridica e religiosa tardoantica. Alla corte di Giustiniano, in un momento cruciale per le sorti dell'impero, la voce di Cicerone tornava a risuonare. Gli esponenti di quel ceto di burocrati-intellettuali di Costantinopoli studiavano i classici del pensiero politico, da Platone ad Aristotele, a Cicerone, per affrontare i più pressanti problemi politici e istituzionali, recuperando l'idea di costituzione mista ancorata al sincretismo neoplatonico e cristiano. Un basileus legittimato da Dio e popolo, coadiuvato da un 'gabinetto' di aristocratici, avrebbe assicurato un governo temperato nel segno della concordia ordinum e della 'sinfonia celeste'.