Cartman Libri
Libri editi da Cartman Cinema, televisione e radio
Il racconto audiovisivo. Teorie e strumenti semiotici Bertetti Paolo - Cartman, 2012 - Le Muse
Il cinema, la televisione e gli altri media audiovisivi costituiscono uno dei grandi serbatoi di storie della nostra contemporaneità. Ma come fanno un film, una fiction, o anche uno spot pubblicitario a raccontarci le loro storie? In che modo essi ci avvincono, ci emozionano, ci trasmettono valori e visioni del mondo? E, più in generale, quali sono i meccanismi narrativi e le caratteristiche specifiche del racconto audiovisivo? Attraverso una rilettura chiara, ma insieme problematizzante, delle teorie semiotiche e degli apporti metodologici che ci vengono dalla narratologia e dalla semiotica del testo l'autore individua una serie di strumenti utili a comprendere e indagare i meccanismi di senso delle immagini in movimento. Inoltre, vuole ribadire la necessità di riprendere e approfondire una serie di questioni teoriche forse troppo superficialmente lasciate in disparte, in un momento in cui gli sviluppi nel sistema dei media e le recenti forme di narrazione e di fruizione inter e transmediale esigono di ridiscutere categorie acquisite e impongono nuove riflessioni.
Attori del gusto. Percorsi tra cinema e cibo Visalli Miriam - Cartman, 2010 - Le Muse
"Che cos'è il cibo? Non è soltanto una collezione di prodotti, bisognosi di studi statistici o dietetici. È anche e nello stesso tempo un sistema di comunicazione, un corpo di immagini, un protocollo di usi, di situazioni e di comportamenti. Come studiare questa realtà alimentare allargata fino all'immagine e al segno?". Con questa definizione Roland Barthes indagava il complesso sistema di comunicazione che il cibo rappresenta. Il cinema da parte sua, e specialmente di tematica gourmandise, non è solo uno schermo apparecchiato con gusto bensì un meccanismo multiforme che ci inviata a indagare le soggiacenti relazioni mitiche, antropologiche e simboliche. Gli attori del gusto propone, in quest'ottica, sei percorsi di analisi di piccole storie di chef altolocati, cuochi esuli, buongustai e ghiottoni, eppure storie universali che il cibo rende tali, e qui esplorate attraverso i temi del ricordo, dell'altrove e delle passioni. Il cinema, insomma, visto come una superficie rifrangente atta ad aumentare la nostra percezione gustativa (ma anche culturale) attraverso lo sguardo.
L'incantevole paura. Pupi Avati e il cinema horror italiano Decostanzi Alberto - Cartman, 2016 - Le Muse
La filmografia di Pupi Avati relativa al cosiddetto "Gotico Padano" si è distinta per aver saputo miscelare con efficacia tratto artigianale, fantasia e tensione verso il soprannaturale, in un costante crinale tra rispetto e reinvenzione dei canoni classici, regalando al cinema di genere ? nazionale e non ? nuova linfa da imprimere alle sue peculiari identità. Per di più essa ha ribaltato l'assunto di un genere legato a caratteristiche ben precise e radicate nell'immaginario collettivo (l'assolata campagna emiliana al posto delle cupe metropoli, preti spretati e legati alla sfera dell'occulto invece del classico assassino caratterizzato da cappello e guanti neri). Il testo si presenta quindi come un cronologico excursus comparatistico fra il cinema 'nero' avatiano e il parallelo panorama dei thriller e horror italiani, affrontando quindi paralleli di varia natura, tematici, visivi ecc., tra le sue pellicole ormai divenute culto in Italia e all'estero come "La casa dalle finestre che ridono" (1976), "Zeder" (1983), "L'arcano incantatore" (1996) e "Zombi 2" (1979) di Lucio Fulci, "La casa con la scala nel buio" (1983) di Lamberto Bava, "Dellamorte Dellamore" (1994) di Michele Soavi. Alla ricerca di affinità e differenze tra i due poli di indagine, tra exploit grandguignoleschi e raffinate messe in scena da incubo, tra passato e presente, emerge il rapporto tra un cinema a suo modo autoriale e un contesto fortemente influenzato dall'aspetto commerciale, senza mai dimenticare il rispetto nei confronti del patto siglato con lo spettatore: farlo emozionare nel profondo, a partire dal sentimento basico della paura, una paura che attiva immediatamente il classico meccanismo psicologico di attrazione-repulsione, tanto da risultare, talvolta, profondamente incantevole.