Castel Negrino Libri
Libri editi da Castel Negrino EUROPA
Caterina Sforza. Experimenti de la ex.ma s.ra Caterina da Furlj Rossi Paolo Aldo - Castel Negrino, 2018 -
Nell'ottobre del 1887, a Roma, il Conte Pier Desiderio Pasolini di Ravenna veniva in possesso di un manoscritto del XVI secolo avente per titolo Experimenti de la Ex.ma S.ra Caterina da Furti Matre de lo Inlux. mo Sig. Giovanni De' Medici copiati dagli autografi di lei dal Conte Lucantonio Cuppano, colonnello ai servigi militari di esso Giovanni De' Medici detto Dalle Bande Nere. Si trattava del codice di Caterina Sforza Medici, contenente ricette di cosmesi, medicina e chimica, che il Conte Lucantonio Cuppano, dell'esercito di Giovanni Dalle Bande Nere, aveva trascritto intorno al 1525, ricopiandone però di propria mano solo una parte. Il ricettario trovato fu pubblicato dallo stesso Pasolini a Imola, nel marzo 1891, in sole 102 copie numerate. Questo ricettario è forse il documento più completo e più importante conosciuto finora della medicina e della cosmesi del XVI secolo. Caterina nacque a Milano nel 1463, frutto dell'amore giovanile dell'adolescente Galeazzo Maria Sforza e fu allevata dalla nonna Bianca Maria Visconti e dalla matrigna Bona di Savoia. Sposò il nipote di Sisto IV, Gerolamo Riario, e divenne contessa di Imola e Farli. Ebbe quattro mariti di cui l'ultimo e il più amato fu Giovanni de' Medici da cui ebbe Ludovico Giovanni de' Medici detto Dalle Bande Nere. Morì a Firenze 28 maggio 1509 e sulla sua lapide il nipote Cosimo de' Medici fece scrivere Caterina Sforza Medici.
Le ricette della «corte» del Paolone. Un secolo e mezzo di cucina in terra d'acqua a nord del Po Rossi P. A. (Cur.) - Castel Negrino, 2019 - Ricette Di Famiglia
Cortile o Corte: dal latino (cohors-tis) «cortile, cohors collegato con l'hortus. Spazio scoperto, circondato da muri o da edifici, facente parte di una abitazione con un orto e, in mezzo, l'aia, di fianco il forno per il pane, una officina, le stalle (trasformate con il tempo in garages), i fienili e i granai, il pollaio, la porcilaia e le gabbie dei conigli con il bagno in comune e la rüdera (immondezzaio) e chiaramente un vero e proprio orto anche con varie piante da frutta. Gli abitanti erano come una famiglia allargata e come tutte le famiglie litigavano ferocemente, ma guai a contrastare, da fuori, uno che faceva parte della corte. Le ricette di quel che mangiavano sono state raccolte oralmente per quanto riguarda la seconda metà del '800 e la prima del '900 e per iscritto, su fogli o pagine da quaderno, con accanto il nome della fonte (anche qualcuno di un altro cortile e addirittura di un altro paese), dal secondo dopoguerra in poi. Chi le ha raccolte già le ha lasciate alla propria figlia che ci si augura le lasci ai propri discendenti. La corte di cui si parla è a Biandrate, in piena area novarese, e le ricette come i ricordi di chi ha vissuto la fortuna di vivere e giocare ancora nella corte, ascoltando i racconti tramandati di generazione in generazione, riguardano quest'area specifica, con qualche variante apportata da chi veniva da "fuori" ma veniva accolto nella corte come membro della famiglia allargata.
In volo su Roma. I volatili nei toponimi e odonimi della città eterna Grano Mauro - Castel Negrino, 2018 - Fuori Collana
Questo libro nasce dall'unione di due grandi passioni dell'autore: gli animali e la città in cui ha avuto la fortuna di nascere e vivere. Per la stesura di questo libro l'autore ha consultato numerosi testi riguardanti la città di Roma e si è potuto avvalere della sua personale biblioteca naturalistica, particolarmente fornita. Come il lettore avrà modo di scoprire, leggendo le spiegazioni sul significato attribuito alle tante vie, vicoli e piazze, molti dei nomi sono stati assegnati grazie alla presenza delle numerose locande e osterie, che storicamente hanno caratterizzato la città di Roma. Per questo motivo oltre ai toponimi e agli odonimi più classici, sono stati inseriti anche ristoranti e osterie che hanno insito nel loro nome qualcosa che ha a che fare con gli uccelli. Sono stati esclusi da questi locali quelli etnici, non avendo nulla da condividere con la storia e la cultura tipica romana. Altra esclusione importante è quella riguardante le innumerevoli opere d'arte conservate nei musei, nelle chiese e nelle case nobiliari di Roma; chi volesse approfondire questo argomento, può trovare tutte le informazioni sui vari bestiari romani, che nel corso del tempo sono stati pubblicati. Volutamente, quindi, sono stati presi in considerazione tutti quei luoghi che il romano o il turista può visitare e vedere liberamente camminando nelle strade della Città Eterna. Un modo questo per invitare gli appassionati a vedere e ad osservare questi luoghi con occhi diversi, con occhi alati.