Celid Libri

Libri editi da Celid Archeologia

LIBRO   9788867892327

Archeologia a Cipro. Due secoli di scoperte nell'isola di Afrodite Caranzano Sandro   -  Celid, 2021  -  Fuori Collana

Immersa nel blu del Mediterraneo, proverbiale per l'ubertosità delle coste in cui si armonizzano felicemente molteplici essenze, Cipro era identificata nell'antichità come il luogo di nascita della stessa Afrodite. Un importante santuario dedicato alla dea dell'amore fu frequentato dalla Tarda età del Bronzo, divenendo celebre per la raggiunta grandezza, organizzando il culto attorno a un monolite dell'età del Bronzo che venne antropomorfizzato dai greci. L'isola si è trovata al centro di importantissime vie commerciali: la vicinanza con il Libano, l'Egitto, l'Anatolia e la Palestina ne fecero un approdo naturale per i mercanti fenici, mentre le lettere di Teli el-Amarna testimoniano i fitti rapporti intrattenuti con l'Egitto. A ciò si deve aggiungere la componente greca attestata sin dal periodo miceneo, poi rinforzatasi per influsso delle città ioniche e con la presenza in loco di governatori tolemaici. Vero e proprio crocevia di civiltà, Cipro mantenne la sua importanza nel periodo della dominazione bizantina, crociata e veneziana, quando fu costruita una rete di castelli d'altura (Kantàra, Buffavento e Sant'Ilarione) e i Monti Troodos diventarono un rifugio per la popolazione greca ortodossa che vi costruì una rete di piccoli monasteri, interessantissimi per la summa teologica esposta in forma pittorica. Famagosta, sede del regno di Cipro istituito dall'ultimo re crociato di Gerusalemme della stirpe dei Lusignano, per quanto semiabbandonata dopo la sconfitta subita dei Veneziani, è un gioiello di architettura e archeologia crociata, con un centro storico dominato dalle chiese dei templari e dalla cattedrale, un pezzo di gotico francese immerso in un'atmosfera veramente orientale.

€ 28.00
LIBRO   9788876618284

Taurini sul confine. Il Bric San Vito di Pecetto nell'età del ferro Gambari F. M. (Cur.)   -  Celid, 2008

Gli scavi al Bric San Vito hanno individuato i resti di un insediamento sommitale del IV-III secolo a.C., sconvolto e obliterato dalle strutture medievali. Posto sul confine, poteva dominare sia il versante verso Torino sia la piana verso il centro ligure di Chieri. I ritrovamenti ci rimandano alla gente dei Taurini, il cui capoluogo gravitava nell'attuale area metropolitana di Torino, mentre i reperti della cultura di La Tène suggeriscono un rapporto con l'areale celtico orientale, dove operavano quei Taurisci, alleati dei Boi, assimilati da alcune fonti antiche ai Taurini. Nel 218 a.C. i Taurini si oppongono in armi ad Annibale che, dopo un assedio di tre giorni, ordina la distruzione della loro città e l'annientamento della popolazione. Intorno a tale data si constata anche un abbandono repentino del sito del Bric. Questo catalogo, cui hanno prestato il proprio contributo specialisti dell'archeologia celtica da Italia settentrionale, Ungheria e Slovenia, affronta la più antica storia di Torino e del suo territorio.

€ 23.00
disp. incerta
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LIBRO   9788876619052

Augusta Bagiennorum. Storia e archeologia di una città augustea. Ediz. illustrata Preacco M. C. (Cur.)   -  Celid, 2014

La città romana di Augusta Bagiennorum venne fondata intorno alla fine del I secolo a.C. nell'ambito del programma politico augusteo di riorganizzazione dell'intero Piemonte. Gli abitanti, probabilmente veterani di Ottaviano Augusto, si insediarono nel territorio appartenuto alla tribù preromana dei Ligures Bagienni e vi costruirono un centro che sia nell'impianto, ad assi ortogonali, sia nelle tipologie edilizie, era lo specchio dell'immagine urbana di Roma. La conoscenza del sito, nella Piana della Roncaglia, che ancora oggi conserva intatte le sue caratteristiche ambientali, si deve a due studiosi benesi, Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta, i quali a partire dal 1892 fino al 1909 vi condussero campagne di scavo. Alla fine degli anni cinquanta del Novecento la Soprintendenza alle Antichità del Piemonte creò l'area archeologica demaniale, lasciando a vista i resti del teatro e della retrostante porticus. La ripresa in anni recenti delle indagini da parte della Soprintendenza, nell'ambito di un programma più ampio di riqualificazione e di valorizzazione del sito archeologico, ha consentito di esplorare in modo più sistematico alcuni dei monumenti pubblici, tra cui l'anfiteatro e il settore del Foro dedicato all'area sacra con i resti del podio su cui sorgeva il tempio, precisandone le fasi costruttive e la cronologia.

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