Chillemi Libri
Libri editi da Chillemi Indipendenza e liberazione nazionale, post-colonialismo
Ferrovieri contro il fascismo. Roma 1922-1944 Taborri Massimo - Chillemi, 2019 - Memore
Diversamente da quanto è avvenuto in altri Paesi la partecipazione dei ferrovieri italiani alla lotta di Liberazione è stata poco studiata. Anche nel caso dell'Italia del Nord non vi sono che un paio di memorie scritte nel dopoguerra e qualche altro studio frammentario. Del tutto sconosciuta era, inoltre, la vicenda romana e laziale, nonostante il nodo ferroviario di Roma abbia costituito per nove mesi un retroterra di grande importanza per i rifornimenti tedeschi da inviarsi al fronte di Cassino. Questo volume si propone di contribuire a superare tale carenza, affrontando il caso della capitale lungo un arco di tempo che va dal 1922 al 1944: dall'opposizione al fascismo dispiegata negli anni del suo avvento fino alla vasta attività di sabotaggio della circolazione ferroviaria messa in opera dai ferrovieri romani nei mesi dell'occupazione nazista.
La battaglia di Castelfidardo. 18 settembre 1860 Montinaro Paolo Morera Alberto - Chillemi, 2019 - Eroica
Castelfidardo è la battaglia negletta del Risorgimento italiano. per svariati motivi questo combattimento non ebbe mai grossa celebrazione, eppure è un evento chiave della nostra storia. Nel settembre 1860, in piena epopea dei Mille, con Garibaldi a Napoli e Francesco II di Borbone rifugiato a Gaeta, la situazione era delicatissima. Tutta l'Europa guardava preoccupata agli eventi della penisola: si temeva un'ondata insurrezionale o la destituzione del papa. Prima che lo facesse qualche altro Paese straniero, fu il governo di Torino, guidato da Cavour, a prendere l'iniziativa. L'esercito sabaudo invase le Marche e l'Umbria, sconfisse i pontifici a Castelfidardo e raggiunse i garibaldini. Il risultato fu l'incontro di Teano: l'italia tornava agli italiani.
Novara 1849 Del Duca Mario - Chillemi, 2013 - Conflitti E Battaglie
Il Re Carlo Alberto, dopo la sconfitta subita sotto le mura di Milano, inviò all'esercito un proclama che si concludeva con queste parole: "La causa dell'indipendenza italiana, che abbiamo preso a sostenere, è nobilissima e santa sovra tutte le altre. Essa fu il sospiro dei passati secoli e testé ancora il voto delle popolazioni si pronunziava per noi, libero, aperto, unanime. Passeranno i giorni dell'avversa fortuna e il diritto trionferà della forza brutale. Che niuno disperi! Che tutti adempiano il proprio dovere". Per l'Italia, anche se le sue forze furono sconfitte, fu uno dei momenti più importanti del processo risorgimentale. Mentre molte città d'Europa si ribellavano per ottenere riforme sociali o per chiedere la concessione di carte costituzionali, nella penisola italiana le lotte del popolo si saldarono alla battaglia patriottica volta a ottenere l'indipendenza e l'unità del Paese.