Croce Libreria Libri
Libri editi da Croce Libreria Saggistica
Il sesto tomo dell'io Foscolo Ugo Sapegno M. S. (Cur.) - Croce Libreria, 2019 - Participio Passato
Tra il 1798 e il 1802, anni cruciali, per lui, per l'Italia e per l'Europa, Foscolo esprime una notevole creatività intellettuale, pur essendo impegnato in una intensa attività politica e militare: dopo la prima interrotta stesura dell'Ortis (cosiddetto bolognese) riesce a portarne a compimento la prima edizione completa (1802), pubblica l'Orazione a Bonaparte e i primi otto sonetti che, insieme all'Ode a Luigia Pallavicini caduta da cavallo, costituiscono la struttura portante del suo piccolo e importante canzoniere (Poesie di Ugo Foscolo, 1803). Proprio in quello stesso arco di tempo lo scrittore è impegnato nella ricerca parallela di un'altra possibile strada narrativa, a cominciare dalla scrittura del Sesto tomo dell'Io. Un titolo bizzarro, dovuto a un editore moderno, sulla base di un'indicazione di Foscolo stesso nel suo Avvertimento, che sottolinea l'aspetto autobiografico ma vuole anche subito attirare l'attenzione sul dato spiazzante: si comincia dal sesto volume, unico esistente, che riguarda un solo anno di vita del protagonista/autore. Uno straordinario percorso alla ricerca di una lingua e di uno stile per una prosa moderna, per un soggetto moderno, nel quale Foscolo ci lascia sentieri interrotti e poi ripresi, tentativi falliti, perle straordinarie di pensiero e di scrittura. Chi legge troverà continui echi della nostra tradizione, ma anche straordinarie anticipazioni. La ricerca di una scrittura ironica che affonda le radici nella grande tradizione classica, una scrittura morale che vuole ridere del mondo a partire da una assoluta disillusione e, pur nella consapevolezza del non senso, insegna a ridere guardando in faccia la morte. Un patrimonio che per moltissimo tempo è stato ignorato o misconosciuto.
Il marito femmina Fielding Henry Fortunato E. (Cur.) - Croce Libreria, 2018 - Participio Passato
Pubblicato in forma anonima il 12 novembre del 1746 sul «General Advertisers», tradotto qui per la prima volta in italiano e quasi dimenticato nei paesi di lingua inglese, "Il marito femmina" non è soltanto un pamphlet molto audace ma anche un importante documento storico-letterario. Mary Hamilton è una bella diciottenne, orfana di padre, cresciuta sull'Isola di Man, assieme alla madre che la educa «secondo i più austeri principi della Virtù e della Religione». Tutto fila liscio, finché un giorno non bussa alla sua porta Anne Johnson, una giovane spregiudicata e priva di scrupoli che le fa conoscere i piaceri dell'amore. In seguito, durante un viaggio a Bristol, Anne si innamora di Mr Rogers, un bellissimo ragazzo, e insieme decidono di sposarsi. Da lì, Anne invia una lettera all'amante, nella quale la esorta ad abbandonare quella «inclinazione Malvagia» a vantaggio di un amore più autentico in cui «ci sono infinite gioie, di gran lunga superiori alle vane tenerezze» che avevano sperimentato loro in passato. Mary va su tutte le furie: disperata, progetta di riconquistare la sua donna e, per farlo, decide di travestirsi da uomo e assumere una nuova identità, ovvero quella di George Hamilton. Tuttavia le cose non vanno come le aveva immaginate. Il magnetico George verrà sedotto indistintamente da uomini e da donne, e, a sua volta, corromperà svariate vergini innocenti. Senza censure, utilizzando un linguaggio esplicito quanto limpido ed efficace, Fielding, prendendo spunto dagli atti di un processo, riscrive la deposizione dell'imputata, Mary Hamilton, e le vicende pruriginose della sua vita che ha scandalizzato e incuriosito migliaia di lettori e di giuristi durante tutto il Settecento.