D Amico Editore Libri
Libri editi da D Amico Editore Ideologie politiche
Echi del fascismo nel Brasile di Getùlio Vergas (1930-1954) Gentile Fabio - D'amico Editore, 2023
In ragione di una cultura e di una ideologia profondamente moderne, il fascismo "seduce" diversi paesi alla ricerca di un nuovo modello di Stato-nazione, indicandogli lo stato corporativo come "terza via" per rispondere alle sfide della modernità e della società di massa, in particolare alla "questione sociale", di fronte alla crisi dello stato liberale ottocentesco, e in alternativa all'avanzata dello stato comunista sovietico, nonché al New Deal di matrice keynesiana. Nel solco dei recenti studi sul fascismo come fenomeno "transnazionale", il saggio esamina l'appropriazione del fascismo e del suo progetto di stato corporativo nella costruzione della via autoritaria brasiliana allo sviluppo nazionale durante "l'Era Vargas" (1930-1954), dal nome per l'appunto di Getúlio Vargas, dittatore dell'Estado Novo (1937-1945) e presidente eletto democraticamente nell'immediato secondo dopo guerra. Colui il quale ha proiettato il "Gigante" sudamericano nella modernità novecentesca.
I socialfascisti. Continuità tra socialismo e fascismo Alosco Antonio - D'amico Editore, 2021 - «Renzo De Felice» Storia E Politica
Dopo la caduta del regime fascista e la fine della guerra, la storiografia ufficiale e la propaganda partitica antifascista hanno accreditato la tesi che il socialismo e il fascismo fossero agli antipodi sotto tutti gli aspetti: culturale, politico, di comportamento. Basandosi su una vasta documentazione non di rado inedita, l'Autore del saggio dimostra invece che tra socialismo e fascismo non vi fu affatto una cesura insormontabile, e che anzi molte delle idee e dei programmi socialisti trovarono pratica applicazione durante il regime. In quest'ottica non vi fu solo una sostanziale intesa programmatica tra fascismo delle origini (Fasci di Combattimento) e socialismo, ma ma continuità anche durante il regime al potere. Prova irrefutabile ne è l'adesione della stragrande maggioranza dei dirigenti socialisti di primo piano al fascismo e al suo Duce, al cui confronto gli antifascisti socialisti fuoriusciti all'estero appaiono un'infima minoranza del tutto trascurabile.