De Ferrari Libri
Libri editi da De Ferrari Letteratura, storia e critica: letteratura antica, classica e medievale
Dante tra noi. I 700 anni della Commedia e il poeta esule in Liguria De Nicola Francesco - De Ferrari, 2020 -
Perché sette secoli dopo la sua composizione la "Divina Commedia" continua ad appassionare i suoi lettori? E come e da dove nel 1306 Dante giunse in Lunigiana? A queste domande Francesco De Nicola offre risposte verosimili e personali in questo libro che non vuole essere un freddo saggio di erudizione, ma un'affabile conversazione sul poema dantesco che, dal Medio Evo ai giorni nostri, continua ad ispirare cantanti, attori, disegnatori, cineasti, oltre ad essere amato da milioni di lettori.
Storia di Havelock e di altri eroi. Antologia del romanzo anglo-normanno Lecco Margherita - De Ferrari, 2011 - Athenaeum
Si ritiene spesso che il romanzo medievale abbia avuto origine sul territorio francese, con le vicende della Tavola Rotonda. Nasce invece da autori di lingua anglo-normanna (linguisticamente francesi, ma trapiantati in Inghilterra dopo il 1066) che abitano il territorio inglese e che ne indagano il passato: di questi, gli esemplari più noti sono quelli: della "materia" di Tebe e di Troia e delle leggende celtiche (romanzi di "Tristano e Isotta"). C'è poi un terzo filone di "materia d'Inghilterra", che tratta di eroi di origine, in parte insulare e in parte danese, che inventa nuove regole di struttura e di espressione retorica.
Dell'idea imperiale di Dante Flori Ezio Papini C. (Cur.) - De Ferrari, 2021 -
Dante ebbe una gran fortuna durante l'epoca del nostro risorgimento nazionale. Nonostante le riserve di Carlo Troya e di Giuseppe Ferrari, del Manzoni e del Carducci, Dante liberale e patriotta è su tutte le bocche e in tutti i cuori. Dante trionfa nei riguardi della idea unitaria, Dante trionfa specialmente come flagellatore del governo teocratico, come condannatore del potere temporale dei papi. Già Ugo Foscolo nell'ode A Dante del 1796, s'era prostrato davanti al poeta, invocandolo, dappoichè s'era proposto per l'avvenire di "calpestare" i tiranni. E nel famoso parallelo tra l'Alighieri e il Petrarca notava che "dissimili in tutto, in ciò solo si rassomigliavano questi due caratteri, che fecero entrambi ogni lor a sottoporre la patria al governo di un principe, e di liberarla dal potere temporale del pontefice". (Ezio Flori)