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Libri editi da Diarkos Genocidi e pulizia etnica
Dallo scudetto ad Auschwitz. La storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo. Nuova ediz. Marani Matteo - Diarkos, 2023 - Storie
È un libro che commuove e indigna, che va letto tutto d'un fiato tanto è affascinante il personaggio di Weisz. Non lo conosceva bene nemmeno Enzo Biagi, bolognese e tifoso del Bologna. «Mi sembra si chiamasse Weisz, era molto bravo ma anche ebreo e chi sa come è finito», ha scritto in "Novant'anni di emozioni". Arpad Weistz è finito ad Auschwitz, è morto la mattina del 31 gennaio '44. Il 5 ottobre del '42 erano entrati nella camera a gas sua moglie Elena e i suoi figli Roberto e Clara, 12 e 8 anni. A Matteo Marani ci sono voluti tre anni di ricerca, scrupolosa e insieme ossessiva, perché gli pareva di inseguire un fantasma. E ora, giunto alla quarta edizione, questo libro si arricchisce di un apparato fotografico inedito.
Il mediano di Mauthausen Veltri Francesco - Diarkos, 2019 - Storie
Questa è la storia di un calciatore. Ma non un calciatore qualunque. Si chiama Vittorio Staccione, e la sua vita cambia radicalmente in un freddo pomeriggio d'inverno del 1915, nella Torino operaia. Ha appena undici anni e sta giocando a pallone insieme ai suoi amici del quartiere quando viene notato da Enrico Bachmann, mitico capitano granata. «Ti andrebbe di allenarti con i ragazzi del settore giovanile?» Vittorio risponde di sì. Una svolta che è per sempre. In pochi anni diventerà un elemento importante della compagine della sua città, fino alla conquista dello scudetto insieme a campioni assoluti come Libonatti, Baloncieri e Rossetti. Ma alla passione per il calcio, Vittorio, spinto da suo fratello Francesco, alterna quella per la militanza politica, condotta dalla parte degli operai, degli sfruttati e di tutti coloro assetati di giustizia. Una scelta che, in un periodo in cui la prepotenza del regime fascista inizia a perseguitare chi non si allinea alle regole di Benito Mussolini, pagherà molto cara, ma sempre a testa alta.
Dallo scudetto ad Auschwitz. La storia di Arpad Weisz, allenatore ebreo Marani Matteo - Diarkos, 2019 - Storie
«Lei conosce Arpad Weisz?» Calciatore e poi allenatore nell'Italia fascista, di lui si è perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti nell'epoca d'oro del pallone, gli anni Venti e Trenta. Più di tanti tecnici acclamati oggi, conquistando scudetti e coppe, e portando al trionfo il Bologna. Sarebbe immaginabile che oggi qualcuno di loro scomparisse all'improvviso? A Weisz è successo, portato via dal vento tragico della storia, delle leggi razziali, della Shoah. Arpad Weisz è morto ad Auschwitz, la mattina del 31 gennaio 1944. Due anni prima, in quella camera a gas vi entrarono la moglie Elena e i figli Roberto e Clara, di dodici e otto anni. Quello di Matteo Marani è un libro che commuove e indigna, da leggere tutto d'un fiato. Perché frutto di anni di ricerca scrupolosa e ossessiva, per far riemergere dagli abissi del Novecento la vicenda umana e professionale dell'allenatore ebreo, divenuto prima un fantasma, poi un simbolo della lotta nel calcio - e non solo - contro ogni odio e discriminazione.