Diple Edizioni Libri
Libri editi da Diple Edizioni Italia Meridionale e Isole
No mafia. La dignità di alzare lo sguardo al futuro Calì Gianluca Maria - Diple Edizioni, 2019
Il volume racconta le vicende di Gianluca Maria Calì, imprenditore siciliano che dice no alla mafia. Il 3 aprile 2011 subisce un primo attentato mafioso per aver rifiutato di pagare il pizzo. Sempre nello stesso mese di aprile del 2011 si aggiudica all'asta presso il Tribunale di Palermo la villa di proprietà di Michelangelo Aiello e Michele Greco detto il Papa, bene confiscato a seguito delle condanne subite nei processi di mafia, Gianluca vuole trasformarla in casa vacanze dove si svolgono attività legali e che offrono opportunità di lavoro nel rispetto delle norme. Innumerevoli "avvertimenti" e atti intimidatori denunciati regolarmente rendono la sua vita un vero e proprio turbinio di fatti e vicende incredibili, ma le sue denunce hanno come effetto la condanna dei mandanti mafiosi e degli esecutori e oggi Gianluca Calì può dire con fierezza di aver raggiunto l'obiettivo di essere un imprenditore libero e non compromesso, proprio come Libero Grassi, il suo modello e punto di riferimento, vissuto per la nostra libertà.
Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze Corbo Angelo Bilotta D. (Cur.) Tamborrino S. (Cur.) - Diple Edizioni, 2016
Angelo Corbo, agente di scorta di Falcone a distanza di tempo pone alcuni aspetti ancora oscuri sulla strage di Capaci: su quali elementi era fondata la convinzione che il pericolo per Falcone dopo il trasferimento a Roma fosse attenuato tanto da non avere più una scorta specifica, dopo l'attentato possiamo chiederci chi ne erano gli autori di tale convinzione e come giudicarli? Ombre e ipotesi aumentano per la scomparsa del rullino sottratto al primo soccorritore da due "agenti di Polizia". Sorprende la celerità con cui sono giunti sul luogo dell'attentato e in possesso di un documento utile alle indagini non lo consegnano agli investigatori. I mafiosi autori della strage e i complici fuggono dopo il terribile boato, come ci ricordano i pentiti, e quindi occorre cercare in altre direzioni per dare un volto ai due e tornano in mente le parole del pentito Gioacchino La Barbera, che vi erano uomini estranei alla mafia nei preparativi all'attentato. Qualcuno che era sul luogo e cercava qualcosa fra le rovine dell'esplosione e non gradiva essere ripreso!