Donzelli Libri
Libri editi da Donzelli Fenomenologia ed esistenzialismo
Adorno e Heidegger. Soggettività, arte, esistenza Cortella L. (Cur.) Ruggenini M. (Cur.) Bellan A. (Cur.) - Donzelli, 2005 - Saggi. Scienza E Filosofia
Theodor W. Adorno e Martin Heidegger, passati alla storia come i due grandi nemici della filosofia tedesca del XX secolo. La vicenda è delle più affascinanti: lo scontro tra due esperienze di pensiero che su fronti decisamente contrapposti, almeno in apparenza, hanno segnato le sorti della filosofia contemporanea. Ma come sempre accade nel caso di rivalità mai sopite, questa storia è anche quella degli equivoci e delle resistenze che forse troppo hanno allontanato le posizioni dei due filosofi, impedendo per anni un'analisi più approfondita. Questo volume porta finalmente a realizzazione un incontro teorico da tanto tempo atteso.
Questioni di senso. Tra fenomenologia e letteratura Delogu Antonio - Donzelli, 2017 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Nella cultura novecentesca è presente una profonda linea nichilista, che risulta particolarmente evidente nell'intreccio tra filosofia e letteratura, ma che compare anche laddove si penserebbe di non poterla trovare, come nella metafisica fantastica di Emanuele Severino. L'unica via d'uscita dai percorsi nichilistici, secondo Antonio Delogu, si trova nell'approccio fenomenologico, che conduce alla conoscenza di quelle verità originarie del mondo di cui non possono dar conto né le scienze naturali, né le scienze umane, né la metafisica nel senso tradizionale. La fenomenologia può farlo, perché il suo compito non è di spiegare che cosa sia il mondo-oggetto, ma di descrivere e comprendere il senso del mondo per noi. Attraverso la lettura e l'interpretazione del pensiero di scrittori, poeti e filosofi come Pessoa, Husserl, Heidegger, Borges e lo stesso Severino, l'autore costruisce un percorso originale che si traduce in un autentico «breviario filosofico», uno strumento teorico per orientare il soggetto nella comprensione del mondo della vita. Dopo quasi centocinquanta anni dall'"Origine delle specie" di Darwin, l'idea che gli esseri umani siano riducibili a mera natura biologica non è giunta a un consenso universalmente condiviso, né nel campo della scienza né in quello della filosofia. Al fondo delle tante esperienze del mondo vissuto, la coscienza originaria, inscindibile ma non riducibile al corpo, diventa l'energia che consente all'individuo di rialzarsi dalle cadute, la bussola che lo guida nello spaesamento nichilistico, l'approdo sicuro nelle sue esistenziali inquietudini. Essere persona, insomma, è darsi una forma o uno stile d'esistenza il cui carattere essenziale è il dinamismo tra la pressione dell'abitudine e l'aspirazione alla trascendenza, tra la tendenza alla conformità a tradizioni o convenzioni sociali e la tensione a oltrepassarle, tra la passività e l'attività, tra l'assuefazione e l'attenzione, tra l'adesione e la distrazione, tra la riduzione a essere soggetti codificati e l'elevazione a essere soggetti liberati.
Su Heidegger. Cinque voci ebraiche Anders Günther Arendt Hannah Jonas Hans - Donzelli, 1998 - Saggi. Scienza E Filosofia
La vita e l'opera di Heidegger sono macchiate, come è noto, da un momento oscuro: nel 1933 egli aderì al nazionalsocialismo e, sia pure momentaneamente, mise il suo genio filosofico al servizio del Male. Per taluni fu un errore fatale ma temporaneo, per altri l'indice di una contiguità più profonda tra alcuni elementi del suo pensiero e l'ideologia nazionalsocialista. Il segno, comunque, di un'ottusità politica imperdonabile per un pensatore del suo calibro. Come spiegare l'incomprensibile fatto che proprio uno dei massimi filosofi del nostro secolo sia caduto vittima del totalitarismo più infausto? Come influisce tutto questo sul nostro giudizio circa le intuizioni filosofiche con cui Heidegger ha segnato il Novecento? E quale interpretazione darne, dal momento che la vicenda di Heidegger assume un valore paradigmatico nella valutazione dei rapporti tra il pensiero e la politica, l'intelligenza e il potere? Nonostante le controversie su tale spinosa questione si siano ripetute, con regolarità quasi astrologica, dalla fine della guerra a oggi, finora nessuno aveva notato che i giudizi più acuti sono venuti dagli allievi ebrei di Heidegger, cioè da coloro che ne subirono il fascino ma al tempo stesso furono tremendamente colpiti dalle sue scelte politiche. Il presente volume raccoglie le cinque più significative testimonianze: quelle di Gunther Anders, Hannah Arendt, Hans Jonas, Karl Löwith e Leo Strauss, che ascoltarono tutti le lezioni del giovane Heidegger a Friburgo e Marburgo. Esse offrono la migliore scorta per valutare la grandezza e i limiti di questo maestro della filosofia del Novecento, aiutandoci a sondare il fondo imperscrutabile e la torbida magia del suo pensiero. Introduzione di Franco Volpi.